Albosaggia

Lo scialpinismo olimpico valtellinese è tutto “made in Albosaggia”

Giulia Murada, Michele Boscacci e Alba De Silvestro rappresenteranno l’Italia a Milano-Cortina.

Orgoglio per il paese e per la Polisportiva Albosaggia, impegnata anche nell’organizzazione delle gare di Bormio.

Federica Lassi – 27 Gennaio 2026 11:48

Albosaggia, Centro Valtellina, Sport

Da sinistra Giulia Murada, Michele Boscacci e Alba De Silvestro

ALBOSAGGIA – Lo scialpinismo alle Olimpiadi parla con accento valtellinese, e in particolare “made in Albosaggia”. Il piccolo comune alle porte di Sondrio può infatti vantare tre atleti che vestiranno l’azzurro ai Giochi Invernali di Milano-Cortina: Giulia Murada, Michele Boscacci e Alba De Silvestro, quest’ultima ormai considerata “bosagia d’adozione” per il profondo legame sportivo e umano con il territorio.

Una convocazione che rappresenta un traguardo storico non solo per gli atleti, ma per l’intera comunità, che da anni sostiene e accompagna la crescita dello sci alpinismo attraverso il lavoro instancabile della Polisportiva Albosaggia, autentico motore sportivo del paese.

I protagonisti: tre storie di eccellenza azzurra

Giulia Murada, cresciuta sportivamente tra le montagne valtellinesi, è una delle figure emergenti dello ski-alp femminile italiano. Specialista nelle prove di sprint e staffetta, negli ultimi anni ha saputo imporsi nel panorama internazionale grazie a una preparazione atletica solida e a una notevole capacità tattica in gara.

Accanto a lei ci sarà Michele Boscacci, uno dei nomi più affermati dello sci alpinismo tricolore. Atleta di grande esperienza, ha collezionato podi in Coppa del Mondo e titoli nazionali, diventando un punto di riferimento per la Nazionale. La sua convocazione rappresenta una certezza tecnica e competitiva per l’Italia nella nuova disciplina olimpica.

Completa il trio Alba De Silvestro, atleta di altissimo livello e ormai profondamente legata ad Albosaggia, dove si allena e collabora da tempo con la Polisportiva locale. Conosciuta per la sua versatilità e continuità nelle competizioni internazionali, De Silvestro è considerata una delle punte di diamante dello ski-alp femminile azzurro.

Tre percorsi diversi, accomunati dalla passione per la montagna e dalla capacità di portare lo sci alpinismo italiano ai vertici mondiali.

La Polisportiva Albosaggia, cuore pulsante del progetto

Grande soddisfazione anche per la Polisportiva Albosaggia, che vede nei tre atleti il simbolo di un lavoro portato avanti con costanza e visione. Il sodalizio sportivo non si limita alla crescita agonistica dei propri tesserati, ma svolge un ruolo fondamentale nella promozione dello sci alpinismo tra i giovani, nell’organizzazione di eventi e nella diffusione della cultura della montagna.

Un impegno che, in occasione di Milano-Cortina 2026, assume un valore ancora più significativo: i tecnici della Polisportiva sono infatti coinvolti anche nell’allestimento delle gare olimpiche di ski-alp a Bormio, sede delle competizioni. Un riconoscimento importante che testimonia la competenza maturata sul campo e la considerazione di cui gode la realtà albina a livello nazionale e internazionale.

La convocazione olimpica di Murada, Boscacci e De Silvestro è stata accolta con entusiasmo dall’intero paese. Per Albosaggia si tratta di un risultato che va oltre la dimensione sportiva: è la dimostrazione concreta che anche un centro di piccole dimensioni può diventare protagonista sulla scena mondiale, se sostenuto da passione, professionalità e spirito di squadra.

Famiglie, volontari, allenatori e tifosi si stringono idealmente attorno ai tre azzurri, pronti a seguire le loro imprese sulle nevi olimpiche con orgoglio e partecipazione.

Ai tre atleti selezionati arrivano i complimenti e l’incoraggiamento dell’intera comunità: un grande “in bocca al lupo” per questa straordinaria avventura olimpica che li porterà sotto i riflettori del mondo, rappresentando l’Italia e, insieme, il cuore sportivo della Valtellina.

Per Albosaggia è già una vittoria: vedere i propri colori e la propria storia scritti nel grande racconto delle Olimpiadi invernali è un’emozione destinata a restare.