APRICA – Ad Aprica l’inverno si congeda a suon di campanacci. Venerdì 28 febbraio torna infatti il Sunà da Mars, antica festa popolare che affonda le radici nella cultura contadina della montagna e che ancora oggi coinvolge l’intera comunità in un rito collettivo carico di significato simbolico.
Alle ore 20 i cortei partiranno dalle diverse contrade del paese per convergere, tra rumori metallici e canti, verso la Piazza delle Sei Contrade, cuore della celebrazione, dove i partecipanti potranno condividere il tradizionale mach, piatto tipico della ricorrenza.
Il Sunà da Mars (letteralmente “suonare per marzo”) nasce come rituale di passaggio tra le stagioni. Nelle comunità alpine, il frastuono dei campanacci accompagnava l’arrivo della primavera, simbolicamente chiamata a risvegliarsi dopo il silenzio invernale. Allo stesso tempo era un gesto propiziatorio: scacciare gli spiriti dell’inverno e prepararsi alla ripresa dei lavori agricoli.
Aprica ha custodito questa tradizione nel tempo, trasformandola in una festa identitaria che unisce memoria storica e partecipazione popolare. Ancora oggi il suono dei campanacci riecheggia per le vie del paese come un richiamo alle radici rurali e alla vita comunitaria di un tempo.
Sei contrade storiche daranno vita alla manifestazione, ciascuna con un proprio punto di ritrovo e un percorso che attraversa vie e quartieri prima dell’incontro finale.
Dal Dosso, da Santa Maria, Liscedo, San Pietro, Liscidini e Mavigna, gruppi di abitanti si muoveranno lungo itinerari prestabiliti, unendosi progressivamente fino a formare un unico grande corteo. Il momento simbolico dell’unione avverrà all’incrocio tra via Magnolta e Corso Roma, da cui la sfilata proseguirà compatta verso la piazza centrale.
Il passaggio dei cortei, accompagnato dal suono cadenzato dei campanacci, rappresenta il cuore visivo e sonoro della festa: un rito collettivo che attraversa fisicamente il paese e ne rinsalda i legami sociali.
Ad attendere i partecipanti in Piazza delle Sei Contrade ci sarà il mach, piatto tradizionale associato al Sunà da Mars. La degustazione sarà gratuita per chi avrà preso parte all’intero corteo indossando il foulard della manifestazione, segno di appartenenza e partecipazione attiva.
Per i visitatori e i non partecipanti al corteo sarà possibile degustarlo con un contributo di 10 euro, permettendo così anche a chi non sfila di condividere il momento conviviale conclusivo.
Il Sunà da Mars non è soltanto una rievocazione folcloristica, ma una tradizione ancora pienamente vissuta. Coinvolge residenti di tutte le età e attira ogni anno curiosi e turisti, offrendo uno spaccato autentico della cultura alpina.
In un’epoca di cambiamenti rapidi, questa festa continua a rappresentare per Aprica un ponte tra passato e presente: il suono dei campanacci, il cammino condiviso, il cibo tradizionale diventano strumenti di memoria e identità.
Venerdì sera, dunque, il paese tornerà a vibrare di suoni antichi: un gesto collettivo che, come un tempo, annuncia l’arrivo della primavera e rinnova il legame tra la comunità e la sua storia.