Per Fontana si tratta della tredicesima medaglia olimpica complessiva, traguardo che le consente di eguagliare il record storico dell’Italia detenuto dallo schermidore Edoardo Mangiarotti, diventando la più medagliata di sempre ai Giochi.
Nella sua specialità prediletta, la pattinatrice di Berbenno ha confermato ancora una volta il proprio straordinario talento competitivo. La finale è stata tecnicamente impeccabile, ma la superiorità dell’olandese Velzeboer, già autrice del record del mondo in semifinale, ha reso l’argento il massimo risultato possibile.
Nonostante ciò, il pubblico di casa ha celebrato l’ennesima impresa di una campionessa capace di salire sul podio olimpico nei 500 metri per cinque edizioni consecutive: due ori, due argenti e un bronzo, dal 2010 al 2026.
A 35 anni, Fontana continua a competere ai massimi livelli mondiali, vent’anni dopo l’esordio olimpico a Torino 2006. L’argento nei 500 metri arriva pochi giorni dopo l’oro conquistato con la staffetta mista, confermando il ruolo centrale della fuoriclasse azzurra nello short track internazionale.
Il totale aggiornato parla di tre ori, cinque argenti e cinque bronzi olimpici: numeri che fotografano una longevità agonistica rarissima negli sport invernali e che consacrano Fontana come icona assoluta del movimento italiano. Competere e vincere davanti al pubblico italiano ha dato alla medaglia un valore speciale. Fontana, reduce anche da un infortunio muscolare nei mesi precedenti ai Giochi, ha sottolineato la gioia per un podio conquistato in casa e a un’età in cui continua a sfidare le generazioni più giovani.
Un argento che non è solo risultato sportivo, ma simbolo di resilienza, esperienza e passione: le qualità che hanno accompagnato l’intera carriera della pattinatrice azzurra. Nel quadro delle Olimpiadi Milano-Cortina, l’impresa di Arianna Fontana rappresenta uno dei momenti più significativi per la squadra italiana. Non soltanto per il medagliere, ma per il valore storico di un’atleta che, da due decenni, incarna lo short track nazionale.