Campodolcino

Biodiversità agricola, anche la Patata Bianca di Starleggia tra le eccellenze tutelate dallo Stato

Otto nuove specie lombarde entrano nell’Anagrafe nazionale della biodiversità: salgono a 36 le risorse regionali protette.

Beduschi: “Un patrimonio vivo che unisce tradizione e sviluppo”.

Redazione VN – 19 Febbraio 2026 13:11

Campodolcino, Valchiavenna, Attualità

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CAMPODOLCINO – La biodiversità agricola lombarda compie un nuovo passo verso la tutela e la valorizzazione: otto specie vegetali della regione sono state ufficialmente inserite nell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, il registro istituito dal Ministero dell’Agricoltura per salvaguardare varietà locali a rischio di scomparsa. Con queste nuove iscrizioni salgono a 36 le risorse vegetali e animali lombarde riconosciute e protette a livello nazionale.

Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, sottolineando come il provvedimento rappresenti “un atto formale dello Stato che certifica l’esistenza e il valore di varietà storicamente legate ai territori”.

Dalla Valvestino alla Valchiavenna: le otto varietà riconosciute

Le nuove entrate nell’Anagrafe coprono l’intero territorio regionale e raccontano la ricchezza agricola lombarda: il Fagiolo della Valvestino e il Carciofo di Malegno nel Bresciano, il Mais di Suzzara nel Mantovano, il Pisello precoce di Miradolo Terme e il Mais di Torre d’Isola nel Pavese, il Mais Rostrato Rosso di Rovetta e il Castagno di Balestrera nel Bergamasco.

A rappresentare la provincia di Sondrio è la Patata Bianca di Starleggia, varietà alpina coltivata storicamente nelle alte quote della Valchiavenna, apprezzata per rusticità, adattamento ai climi montani e qualità gastronomiche. Il riconoscimento ne rafforza il valore identitario e apre prospettive di recupero e promozione per le produzioni locali di montagna.

Non solo tutela: opportunità per le filiere locali

L’ingresso nell’Anagrafe attiva gli strumenti previsti dalla legge nazionale sulla biodiversità agricola (194/2015): conservazione delle sementi, sostegno a coltivatori custodi, progetti di recupero e valorizzazione commerciale. Le varietà riconosciute possono così diventare base per filiere corte, marchi territoriali e percorsi di promozione turistica ed enogastronomica.

“Non si tratta di un elenco simbolico – evidenzia Beduschi – ma di una leva concreta di sviluppo rurale. Queste varietà sono state conservate grazie al lavoro di aziende agricole e famiglie che hanno custodito semi e saperi. Oggi diventano patrimonio protetto e potenzialmente valorizzabile”.

Biodiversità come risposta al cambiamento climatico

Oltre al valore culturale ed economico, la tutela delle varietà locali assume un ruolo strategico per l’agricoltura del futuro. Mantenere una base genetica ampia significa infatti disporre di colture più resilienti ai cambiamenti climatici, alle malattie e alle condizioni ambientali estreme.

“Difendere la biodiversità – conclude l’assessore – significa rendere il settore primario più resistente e sostenibile, preservando al tempo stesso l’identità produttiva dei territori lombardi”.

Con l’ingresso della Patata Bianca di Starleggia e delle altre sette varietà, la Lombardia rafforza così il proprio patrimonio agricolo tradizionale, trasformando colture a rischio di estinzione in risorse vive per l’economia e la cultura rurale del futuro.