CHIESA IN VALMALENCO – La seconda edizione del Festival TAQ – Teatro ad Alta Quota si è chiusa con lo sguardo già rivolto alla prossima fase del progetto. Dopo quattro giorni di spettacoli, musica, laboratori e iniziative che hanno coinvolto Caspoggio, Torre di Santa Maria, Spriana, Lanzada e Chiesa in Valmalenco, l’idea sulla quale organizzatori e amministrazioni intendono iniziare a lavorare è quella di portare nel 2027 lo spirito del festival anche oltre i confini della valle.
La prospettiva è quella di un possibile Festival OFF, collegato alla manifestazione principale e aperto ad altri Comuni della Valtellina. Non soltanto un ampliamento del calendario, ma il tentativo di trasferire in altri territori un modello costruito sulla partecipazione diretta delle comunità.
La seconda edizione, conclusasi il 9 agosto, ha rappresentato infatti un percorso nel quale il teatro è uscito dai luoghi tradizionalmente deputati agli spettacoli per entrare nelle piazze, nei parchi, nelle strade e nella quotidianità dei paesi. Ogni Comune ha avuto una propria identità, contribuendo allo stesso tempo al racconto complessivo del festival.

Il viaggio è cominciato giovedì 6 agosto da Caspoggio, con I Nuovi Scalzi e La Ridiculosa Commedia, spettacolo legato alla tradizione della Commedia dell’Arte. Dopo il teatro e la cena street food, lo spazio è passato al rock dei The Scramble & The Cats, band tornata in Valmalenco anche in seguito alle richieste arrivate direttamente dal pubblico.
Una sequenza che ha evidenziato uno dei tratti distintivi del TAQ: mettere in relazione linguaggi, generi e generazioni differenti. Teatro, cibo e musica hanno condiviso lo stesso spazio senza diventare momenti separati.
Venerdì il festival si è spostato a Torre di Santa Maria, incontrando la Festa di Torre, una realtà profondamente legata alla storia del paese. Il teatro è arrivato con Teatro Strappato e Arepa & Polenta, spettacolo che mette già nel titolo in relazione due tradizioni differenti, quella latinoamericana dell’arepa e quella montana della polenta.
La serata ha permesso anche di raccontare il valore della partecipazione. La festa viene organizzata da un’associazione con un direttivo giovane e da circa 100 volontari. Ci sono ragazzi che attendono di raggiungere l’età necessaria per entrare nell’organizzazione, generazioni più grandi che trasmettono esperienza e famiglie che considerano l’appuntamento parte della propria comunità.

Il TAQ si è inserito in questa realtà senza sostituirla, ma diventandone parte. Teatro, cena, musica e festa sono confluiti nello stesso appuntamento.
Anche Spriana ha partecipato al percorso attraverso le iniziative rivolte ai più piccoli. Uno degli elementi caratterizzanti del Festival TAQ è FantaTAQ, progetto itinerante che unisce teatro, musica, flora e fauna e coinvolge le associazioni dei diversi Comuni.
I bambini non sono stati soltanto spettatori. Hanno imparato, suonato, cantato, scoperto il territorio e partecipato alla costruzione degli appuntamenti. Da questo lavoro sono nate anche le parate musicali che hanno preceduto gli spettacoli: 50 bambini hanno attraversato i paesi annunciando l’inizio delle serate.
Il principio è quello di un festival che non aspetta soltanto il pubblico nei luoghi dello spettacolo, ma va incontro alle persone e utilizza il territorio come parte del proprio palcoscenico.
Sabato 8 agosto il TAQ è arrivato a Lanzada. In Piazza del Magnan il CTU – Centro Teatrale Universitario di Urbino ha portato in scena Lo chiamavano Brancaleone, nell’ambito della collaborazione con Urbino Teatro Urbano, creando un collegamento con altre realtà culturali italiane e internazionali.

Anche la serata di Lanzada ha utilizzato il paese come parte integrante del programma. Al termine dello spettacolo il pubblico si è spostato da Piazza del Magnan fino al Bar 7 Nani, dove sono proseguiti la cena street food e il concerto folk dei 5 uomini sulla cassa del morto, formazione proveniente dal Friuli-Venezia Giulia.
Un percorso di poche centinaia di metri che ha trasformato strade e piazze in parti dello stesso appuntamento, facendo muovere il pubblico attraverso il paese.
La chiusura di domenica 9 agosto, al Parco di Vassalini di Chiesa in Valmalenco, ha invece messo al centro i ragazzi. Sul palco è arrivato il lavoro realizzato nell’ambito di EstaTAQ, il nuovo centro estivo teatrale che per cinque giorni ha coinvolto ragazze e ragazzi nella costruzione di uno spettacolo attraverso drammaturgia, recitazione, musica, scenografia, costumi e video making.
L’obiettivo non era formare giovani attori professionisti in cinque giorni, ma permettere ai partecipanti di sperimentare la costruzione collettiva di uno spettacolo, assumendosi una responsabilità all’interno del gruppo e portando poi il risultato davanti al pubblico.
La giornata è proseguita con la Ginnastica & FreeStyle, affidata a giovani appassionati di acrobatica in collaborazione con Sondrio Nuova Sportiva. Alle 21 è tornato il teatro professionale con Circo a Vapore, compagnia romana che ha portato a Vassalini Funambules, spettacolo costruito sul linguaggio dei clown e del teatro fisico.

A chiudere il festival è stato il DJ set di Simonelly, riportando ancora una volta nello stesso spazio persone e generazioni differenti.
Ma il bilancio del TAQ non riguarda soltanto gli spettacoli. Il festival è stato costruito anche attraverso il contributo di associazioni, volontari, famiglie, imprese e cittadini.
Tra gli esempi c’è Sofia Nespoli, mamma di una bambina coinvolta nelle attività, che anche quest’anno si è proposta di preparare le colazioni per gli artisti, arrivando al mattino con torte e pancake.
Sono anche questi gesti a definire il modello sul quale il TAQ intende continuare a lavorare: ognuno può contribuire secondo le proprie possibilità. Un’associazione può mettere a disposizione i propri volontari, un’impresa sostenere un’attività, una famiglia accogliere, un bambino partecipare alle iniziative e un artista arrivare da lontano per incontrare una comunità.
Da qui nasce la prospettiva per il futuro. L’ipotesi del Festival OFF 2027 punta a coinvolgere altri Comuni della Valtellina attraverso appuntamenti collegati al festival principale.
L’obiettivo non sarebbe semplicemente aggiungere date e spettacoli, ma riproporre il modello sperimentato in Valmalenco: costruire una relazione con le amministrazioni e soprattutto con le associazioni e le persone dei singoli paesi, facendo diventare ogni territorio parte attiva del progetto.
Il TAQ, dunque, dopo la seconda edizione non sembra guardare soltanto alla possibilità di diventare un festival più grande. La prospettiva è quella di allargare la comunità che lo sostiene.
Cinque Comuni, linguaggi differenti e persone coinvolte in modi diversi: la seconda edizione ha chiuso il proprio percorso il 9 agosto, ma il progetto guarda già alla possibilità di portare quello stesso spirito oltre i confini della Valmalenco.