Colorina

Colorina inaugura il Sentiero Folciano tra memoria, natura e spiritualità

Il nuovo percorso dedicato al Venerabile don Giovanni Folci parte da San Pietro di Berbenno e conduce fino a Santa Margherita.

L’itinerario attraversa il Santuario del Divin Prigioniero e il Memoriale delle Nazioni, raccontando attraverso pannelli e testimonianze la vita e il pensiero del sacerdote.

Redazione VN – 30 Settembre 2026 10:53

Colorina, Bassa Valtellina, Attualità

COLORINA – Un cammino nel territorio, ma anche nella memoria e nella storia di una figura profondamente legata alla Valle di Colorina. È stato inaugurato il Sentiero Folciano, il nuovo percorso dedicato al Venerabile don Giovanni Folci, fondatore dell’Opera del Divin Prigioniero.

Alla giornata inaugurale, organizzata dall’Opera del Divin Prigioniero in collaborazione con il Comune di Colorina, hanno partecipato circa un centinaio di persone, tra cui 15 sacerdoti, i sindaci di Colorina, Berbenno e Fusine, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Berbenno, rappresentanti dei Carabinieri, del Parco delle Orobie Valtellinesi, del FAI, della Protezione Civile e degli Alpini, oltre a numerose realtà del territorio.

Il nuovo itinerario prende il via dalla stazione ferroviaria di San Pietro di Berbenno e si articola in tre tappe, fino a raggiungere la chiesetta di Santa Margherita, in località Corna in Monte. Nel mezzo, uno dei passaggi centrali del percorso è rappresentato dal Santuario del Divin Prigioniero, luogo strettamente legato alla figura e all’opera di don Folci.

Lungo il cammino sono stati collocati pannelli e materiali illustrativi pensati per accompagnare il visitatore alla scoperta della sua vita, delle opere realizzate, del pensiero e della spiritualità che ne hanno segnato il percorso umano e sacerdotale. Particolarmente significativo è anche il passaggio attraverso il Memoriale delle Nazioni, luogo dedicato al ricordo delle tragedie provocate dalle guerre e, allo stesso tempo, spazio che invita a riflettere sul valore della pace. A sottolineare il significato spirituale dell’iniziativa è stato don Walter Crippa, rappresentante dell’Opera del Divin Prigioniero.

«L’importanza è quella del mettersi alla sequela: camminare insieme e sugli stessi passi dei Santi ci permette di conoscere meglio la Volontà di Dio sulla storia», ha spiegato, richiamando il valore simbolico del procedere insieme lungo un percorso tracciato nel ricordo di chi ha lasciato un segno profondo nella comunità.

Per il Comune, il Sentiero Folciano rappresenta anche un nuovo strumento di valorizzazione del territorio. «Per Colorina questo percorso rappresenta un’importante occasione per valorizzare un luogo e una figura che fanno parte della nostra storia e della nostra identità – sottolinea il sindaco Doriano Codega –. Il Sentiero Folciano mette insieme natura, memoria, spiritualità e cultura e ci permette di far conoscere la Valle di Colorina attraverso un cammino che ha un significato profondo. È un percorso che può essere vissuto dalla nostra comunità, ma anche da chi arriva da fuori e vuole conoscere questi luoghi e la nostra storia».

Il primo cittadino ha quindi rivolto un ringraziamento a quanti hanno lavorato alla realizzazione dell’itinerario.

«Ringrazio l’Opera del Divin Prigioniero, gli ex alunni, i volontari e tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione di questo percorso, che rappresenta un ulteriore tassello nella valorizzazione del nostro territorio. È importante custodire la memoria, ma allo stesso tempo renderla viva e accessibile con gesti e opere concrete come questa».

Una volta raggiunto il Santuario, il percorso prosegue attorno all’edificio, dove i pannelli ripercorrono i passaggi più significativi della vita e delle opere di don Giovanni Folci, sacerdote che dedicò la propria esistenza ai sacerdoti e fondò l’Opera del Divin Prigioniero con l’intento di prendersi cura di loro in ogni fase della vita, secondo quell’espressione che ne sintetizza bene la missione: “dall’alba al tramonto”.

«L’Opera ha voluto realizzare il “Cammino” che oggi inauguriamo – ha spiegato il dottor Caimi, rappresentante degli ex alunni – per onorare in modo speciale il suo fondatore, il Venerabile don Giovanni Folci. Chi lo percorre si immerge nella bellezza e nel verde di questi luoghi ed è invitato alla contemplazione e alla riflessione».

Il filo del racconto continua anche nel tratto che conduce al piccolo museo. Qui alcune frasi tratte dagli scritti di don Folci accompagnano il visitatore e permettono di avvicinarsi alla sua spiritualità prima dell’ultima parte dell’itinerario, la salita verso Santa Margherita, punto conclusivo del Sentiero Folciano.

La giornata inaugurale si è conclusa con la Santa Messa e con il pranzo comunitario. Per l’occasione il Santuario è rimasto inoltre aperto alle visite nell’ambito delle iniziative del FAI, mentre il Centro Visitatori ha ospitato un’esposizione dedicata a funghi e castagne.

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