Grosio

A Grosio il cantiere Arzentina diventa aula a cielo aperto

Architetti e tecnici in formazione nella palazzina in X-lam realizzata da Rainoldi Legnami nel cuore storico del paese.

Il progetto, firmato dall’architetto Emanuele Di Tondo per Sada Taglio e Cemento, rappresenta un esempio di rigenerazione sostenibile.

Redazione VN – 24 Febbraio 2026 15:06

Grosio, Alta Valtellina, Economia

RainoldiLegnami

GROSIO – Un cantiere che diventa laboratorio formativo e simbolo di una nuova cultura del costruire: è quanto accaduto a Grosio, dove la Residenza Arzentina ha ospitato un corso dedicato all’impiego del legno negli interventi di rigenerazione urbana. L’iniziativa, organizzata da Rainoldi Legnami in collaborazione con l’Ordine degli Architetti della provincia di Sondrio, ha portato professionisti e tecnici direttamente sul campo, nel cuore di uno dei più significativi interventi edilizi recenti del paese.

La nuova palazzina residenziale in legno, articolata su tre piani e destinata ad accogliere una ventina di appartamenti, sorge in una zona centralissima, nello snodo urbano noto come “la stécia de Ilda”. Un luogo storicamente nevralgico, caratterizzato da un tessuto edilizio compatto fatto di case addossate, stalle e fienili che per secoli hanno rappresentato il fulcro della vita comunitaria.

RainoldiLegnami

Qui la società Sada Taglio e Cemento ha promosso un intervento di riqualificazione a scala urbana, affidato alla progettazione dell’architetto Emanuele Di Tondo, con l’obiettivo di recuperare un’area dismessa restituendole qualità abitativa e coerenza con il contesto storico.

Elemento cardine del progetto è la scelta della struttura in legno X-lam, soluzione che unisce sostenibilità ambientale e prestazioni tecniche elevate. «Non si tratta solo di un materiale efficiente – spiega Nicola Vairetti, quarta generazione alla guida di Rainoldi Legnami insieme alla sorella Federica – ma di una scelta consapevole, capace di dialogare con il contesto storico e di ridurre l’impatto del cantiere in un centro abitato».

La tecnologia a pannelli incrociati ha consentito infatti tempi di realizzazione ridotti, minori emissioni di polveri e rumori e un’organizzazione logistica compatta, con interferenze limitate sulla quotidianità del paese.

Dal punto di vista strutturale e architettonico, il legno ha permesso di contenere gli spessori e alleggerire i carichi sulle fondazioni, aumentando al contempo la superficie utile interna degli alloggi. La flessibilità del sistema costruttivo ha facilitato l’inserimento armonico dei volumi nel tessuto esistente, rispettandone proporzioni e allineamenti.

RainoldiLegnami

La struttura in X-lam garantisce inoltre elevata resistenza sismica, grazie al comportamento scatolare e alla capacità delle connessioni di dissipare energia. Sul fronte energetico, l’involucro assicura isolamento efficace, comfort termo-igrometrico e riduzione dei ponti termici, con consumi contenuti e benessere abitativo elevato.

La visita tecnica e il corso hanno rappresentato per architetti e professionisti un’occasione concreta di confronto su tecnologie e metodologie costruttive innovative. «La Residenza Arzentina – sottolinea Federica Vairetti – è un esempio tangibile di come il legno possa coniugare qualità architettonica, sostenibilità e rispetto del patrimonio storico. Condividerne l’esperienza significa diffondere una cultura del costruire più consapevole».

Il progetto di Grosio dimostra come anche nei centri storici alpini sia possibile intervenire con architetture contemporanee, reversibili e adattabili nel tempo, capaci di valorizzare identità e paesaggio senza rinunciare all’innovazione. Un modello di rigenerazione che guarda al futuro, partendo dalle radici del territorio.