Grosio

Val Grosina, il sindaco Pini rilancia: “Più risorse contro dissesto e siccità”

Il sindaco di Grosio parte da quanto accaduto la scorsa estate in Val Grosina e chiede più risorse per interventi strutturali.

"Demanio idrico e Aqst vadano alla manutenzione del territorio, alla raccolta dell’acqua e a progetti strategici di area".

Redazione VN – 2 Ottobre 2026 10:19

Grosio, Alta Valtellina, Politica

GROSIO – Quanto accaduto la scorsa estate in Val Grosina è, per il sindaco Gian Antonio Pini, un segnale che non può essere ignorato. Frane, colate di fango, strade danneggiate e collegamenti interrotti hanno mostrato ancora una volta quanto un territorio montano possa diventare vulnerabile di fronte a fenomeni meteorologici sempre più intensi.

L’episodio a cui Pini fa riferimento è quello che ha colpito la Val Grosina orientale all’inizio di agosto, soprattutto nella zona di Eita. Un forte temporale provocò più dissesti, con materiale fangoso e detritico sceso a valle, danni alla viabilità e la necessità di evacuare in via precauzionale alcune persone. Nei giorni successivi il Comune dovette intervenire con lavori urgenti per ripristinare i collegamenti e mettere in sicurezza le aree interessate.

La situazione, sottolinea oggi Pini, avrebbe però potuto avere conseguenze ben più pesanti. «Noi siamo stati fortunati – ammette il sindaco – perché i danni sono stati tutto sommato contenuti e non hanno coinvolto opere quali l’acquedotto, il cui ripristino avrebbe comportato fondi ben più ingenti, oltre a disagi per proprietari di seconde case ed escursionisti. Ad altri è andata peggio».

Il sindaco di Grosio Gian Antonio Pini

Per il primo cittadino il punto è proprio questo: eventi simili non possono più essere considerati eccezioni. «Purtroppo non possiamo più considerare questi eventi atmosferici evenienze rare e nemmeno la siccità un fatto isolato: il cambiamento climatico impone a noi amministratori pubblici di rivedere le nostre priorità».

In una provincia come quella di Sondrio, dove il tema della fragilità idrogeologica è da sempre centrale, i Comuni hanno investito molto negli ultimi anni in monitoraggio e messa in sicurezza.

Secondo Pini, però, la fase attuale richiede un cambio di approccio: non limitarsi a intervenire sui singoli punti critici quando il problema si manifesta, ma programmare opere più ampie e coordinate. «Oggi non è più sufficiente monitorare le zone a rischio e porre dei correttivi, servono interventi coordinati e strutturali che le singole Amministrazioni non possono sostenere».

Da qui il richiamo alle risorse straordinarie di cui può disporre la provincia di Sondrio grazie al demanio idrico. «Come Provincia di Sondrio possiamo contare su entrate straordinarie, che gli altri territori nemmeno sognano, grazie al demanio idrico – evidenzia Pini – ed è tempo che ci si interroghi su quali siano le reali priorità».

Per il sindaco, una parte importante delle risorse dovrebbe essere indirizzata alla manutenzione del reticolo idrico minore, quindi corsi d’acqua superficiali, canali e opere che possono incidere direttamente sulla capacità del territorio di assorbire e regolare le precipitazioni. «Certamente non i sentieri di mezza costa, il marciapiede o la fontana, bensì la manutenzione del reticolo minore, ovvero i corsi d’acqua superficiali e i canali».

Il ragionamento tiene insieme due problemi apparentemente opposti: da un lato le precipitazioni intense, dall’altro i periodi di siccità. Pini propone quindi di intervenire anche sulla capacità di raccogliere e conservare l’acqua piovana, realizzando bacini che possano essere utilizzati nei mesi in cui la risorsa diventa più scarsa. «Servono quindi interventi strutturali che né i Comuni né la singola Comunità Montana possono sostenere».

Il sindaco chiama in causa anche le risorse dell’Aqst, sostenendo che dovrebbero essere indirizzate in misura maggiore verso opere capaci di produrre benefici su un’area ampia. «Sappiamo sin da ora che il futuro che ci attende sarà anche peggiore del presente, con un aumento del rischio idrogeologico e una diminuzione della disponibilità di acqua», afferma. «Per questi motivi è necessario investire in questo ambito utilizzando le risorse dell’Aqst che, lo sostengo da sempre, dovrebbero essere concentrate sui progetti strategici di area, se non di provincia, e destinate a quelle che sono le priorità del nostro tempo».

Secondo Pini, la gestione dell’acqua e la sicurezza del territorio dovrebbero quindi entrare in modo sempre più netto nella programmazione provinciale, con interventi pensati non per il singolo Comune ma per interi comprensori.

Il sindaco allarga infine il ragionamento alla transizione ambientale ed energetica. «Le conseguenze del cambiamento climatico sono una realtà e sta a noi agire per contenerle, evitando danni al territorio e disagi ai cittadini e all’attività agricola».

Per Pini questo significa anche attribuire alla Provincia un ruolo più attivo, utilizzando le risorse disponibili per interventi di lungo periodo. «Bisogna quindi indirizzare le risorse del demanio idrico, concentrandole su progetti strategici a beneficio di tutto il territorio provinciale. La Provincia deve essere parte attiva della transizione energetica e ambientale in corso, recuperando cave e discariche dismesse e realizzando impianti di energia rinnovabile».

Il punto di partenza resta quanto successo in Val Grosina: un’emergenza affrontata senza conseguenze ancora più gravi, ma sufficiente, secondo Pini, a mostrare quanto la sicurezza idrogeologica e la disponibilità d’acqua debbano diventare una priorità stabile nella programmazione dei prossimi anni.

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