Livigno

Livigno. Dopo Crans-Montana, stop a fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali pubblici

Dopo i gravi fatti di Capodanno, il Comune interviene con un provvedimento urgente a tutela dell’incolumità delle persone e del patrimonio pubblico e privato.

Divieti immediati, sanzioni fino a 500 euro e controlli rafforzati fino a nuova revoca.

Redazione VN – 10 Gennaio 2026 17:16

Livigno, Alta Valtellina, Attualità

Comune Livigno
Credit photo Punto Livigno (Facebook)

LIVIGNO – Scatta il divieto assoluto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici in tutti i pubblici esercizi e locali aperti al pubblico di Livigno. Con l’ordinanza n. 4 del 9 gennaio 2026, il sindaco Remo Galli ha adottato un provvedimento contingibile e urgente, motivato dalla necessità di prevenire gravi pericoli per la sicurezza delle persone, alla luce dei recentissimi e drammatici eventi avvenuti in un locale pubblico a Crans-Montana, in Svizzera.

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali, nasce dalla constatazione di una pratica sempre più diffusa: l’utilizzo di fiamme decorative, candele, fontane luminose e piccoli articoli pirotecnici all’interno dei locali pubblici, spesso in occasione di feste, eventi o celebrazioni. Un’abitudine che, anche in modo involontario o accidentale, può trasformarsi in un rischio serio per l’incolumità dei presenti, oltre a esporre edifici e strutture a potenziali incendi e ingenti danni economici.

L’ordinanza stabilisce con effetto immediato il divieto totale di accendere o utilizzare fiamme libere e articoli pirotecnici all’interno di bar, ristoranti, locali pubblici, strutture ricettive e spazi aperti al pubblico presenti sul territorio comunale. La misura non è temporanea ma resta in vigore fino a eventuale revoca, proprio per garantire un livello elevato e costante di prevenzione.

Sono previste sanzioni amministrative per chi non rispetta il divieto: le violazioni saranno punite con multe da un minimo di 75 euro a un massimo di 500 euro, con la possibilità di estinzione in misura ridotta pari a 150 euro per ogni singola infrazione accertata. Gli organi di controllo potranno inoltre procedere al sequestro cautelare o obbligatorio degli oggetti utilizzati per commettere la violazione. In caso di mancata sospensione immediata dell’attività vietata, potrà scattare anche la denuncia ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale.

La vigilanza sull’applicazione dell’ordinanza è affidata al Comando di Polizia Locale di Livigno, con il supporto delle altre forze di polizia. Il Comune ha disposto inoltre la massima diffusione del provvedimento, con comunicazioni dirette a pubblici esercizi e strutture ricettive, oltre all’affissione all’Albo Pretorio e alla trasmissione agli enti competenti, tra cui Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco.

L’ordinanza rappresenta un segnale chiaro: la sicurezza viene prima di tutto. Un atto che intende prevenire situazioni di pericolo e garantire a residenti e turisti un ambiente sicuro, soprattutto in una località ad alta vocazione turistica come Livigno, dove l’afflusso di persone rende ancora più stringente la necessità di regole chiare e rigorose.