Lovero

Cultura, a Lovero quasi un milione di euro per Palazzo Giordani e la nuova Cittadella delle Arti

Il progetto valtellinese entra tra i 23 finanziati da Regione Lombardia con il bando “Progetti Integrati della Cultura” 2026-2029.

Al Comune assegnati 963.620 euro. Caruso: "Recuperiamo edifici importanti per la storia dei territori e li restituiamo ai cittadini".

Federica Lassi – 28 Settembre 2026 11:18

Lovero, Alta Valtellina, Cultura

Lovero - Credit photo Francesca Giudice (Facebook)

LOVERO – Quasi un milione di euro per riqualificare Palazzo Giordani e trasformarlo nella nuova “Cittadella delle Arti”. È il finanziamento destinato al Comune di Lovero nell’ambito del bando regionale “Progetti Integrati della Cultura” 2026-2029, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Cariplo. Per il territorio della provincia di Sondrio il progetto di Lovero è quello ammesso a finanziamento, con un contributo di 963.620 euro. La graduatoria è stata approvata con decreto regionale del 25 settembre 2026.

L’intervento rientra in una misura pensata per sostenere il recupero e la rifunzionalizzazione di immobili pubblici destinati a usi culturali, con l’obiettivo di migliorare accessibilità e fruizione, rafforzare i servizi e costruire progetti in grado di durare nel tempo.

Il cuore del progetto valtellinese sarà dunque Palazzo Giordani, destinato a essere riqualificato e trasformato in una Cittadella delle Arti. Il finanziamento permetterà di intervenire sul patrimonio pubblico con una prospettiva che non riguarda soltanto il recupero fisico dell’edificio, ma anche il suo futuro utilizzo culturale.

È proprio questo uno degli elementi centrali del bando regionale: ai lavori sugli immobili deve infatti affiancarsi un piano di valorizzazione culturale, gestionale ed economica, così da garantire che gli spazi recuperati possano diventare effettivamente luoghi vissuti e utilizzati dalla comunità. Gli interventi finanziabili comprendono opere di restauro e recupero, adeguamento a nuove funzioni, miglioramento dell’accessibilità, efficientamento energetico e realizzazione di spazi destinati ad attività culturali, artistiche e formative.

In Lombardia 23 progetti finanziati

Il progetto di Lovero rientra in un pacchetto complessivo di 23 iniziative distribuite sul territorio lombardo. Regione Lombardia ha stanziato 18 milioni di euro per il periodo 2026-2029, mentre Fondazione Cariplo mette a disposizione fino a 3,5 milioni di euro per accompagnare i beneficiari nella definizione e nell’attuazione dei piani di valorizzazione.

I progetti selezionati prevedono investimenti complessivi per oltre 45,5 milioni di euro, con interventi che riguardano biblioteche, teatri, musei, edifici storici e nuovi poli culturali.

Caruso: “Edifici importanti da rimettere a disposizione dei cittadini”

«Con queste risorse diamo ai territori la possibilità di recuperare edifici importanti per la loro storia e di metterli a disposizione dei cittadini», sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. L’obiettivo, nelle intenzioni della Regione, è fare in modo che gli investimenti producano effetti anche dopo la conclusione dei cantieri. «La qualità di questi interventi si misurerà anche nella capacità di far vivere i luoghi dopo i lavori, con attività e servizi continuativi», evidenzia Caruso.

Un’impostazione che riguarda direttamente anche Lovero: la sfida sarà trasformare il recupero di Palazzo Giordani in un progetto culturale stabile, capace di creare nuove occasioni di partecipazione e fruizione.

Anche il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Azzone pone l’accento sulla necessità di andare oltre il solo intervento edilizio. “Attraverso i Progetti Integrati della Cultura intendiamo sostenere percorsi che affianchino agli investimenti sugli immobili una progettazione capace di garantirne la piena valorizzazione, l’apertura alle comunità e la sostenibilità nel tempo”.

Secondo Azzone, mettere insieme risorse, competenze ed esperienze significa creare le condizioni perché gli edifici pubblici destinati alla cultura possano diventare fattori di attrattività, coesione e crescita per i territori.

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