Mazzo di Valtellina

Maxi sequestro di droga nei boschi di Mazzo di Valtellina: due arresti in flagranza

Oltre un chilo di stupefacenti recuperato grazie a un’operazione congiunta tra Polizia di Stato di Sondrio e Guardia di Finanza di Tirano.

L’operazione rientra in un’indagine avviata nell’ottobre 2025 e coordinata dalla Procura di Sondrio per contrastare lo spaccio nei territori dell’Alta Valtellina.

Redazione VN – 22 Gennaio 2026 08:15

Mazzo di Valtellina, Alta Valtellina, Cronaca

Polizia di Stato
(foto archivio)

MAZZO DI VALTELLINA – Un’azione mirata, frutto di mesi di indagini e appostamenti, ha portato a un nuovo colpo allo spaccio di droga nei boschi della Valtellina. Lo scorso 19 gennaio, personale della Polizia di Stato di Sondrio e militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Tirano hanno arrestato in flagranza di reato due cittadini marocchini, accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

I due uomini, individuati durante un servizio di osservazione nell’area boschiva del comune di Mazzo di Valtellina, hanno tentato la fuga alla vista degli operatori, ma sono stati rapidamente raggiunti, bloccati e immobilizzati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, da circa dieci giorni avevano avviato una prolifica attività di spaccio in quella zona impervia e isolata, a ridosso della Strada Statale e frequentata da acquirenti provenienti da diversi centri dell’Alta Valtellina.

Nel corso delle perquisizioni, le forze dell’ordine hanno sequestrato 153 grammi di cocaina, 684 grammi di hashish e 215 grammi di una sostanza inizialmente ritenuta eroina ma risultata positiva alle metanfetamine ai test rapidi. In totale, oltre un chilogrammo di stupefacenti, insieme a diversi telefoni cellulari e a tutto il materiale necessario per la preparazione e il confezionamento delle dosi destinate allo spaccio.

L’intervento rappresenta la prosecuzione di una più ampia attività investigativa avviata nell’ottobre 2025 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Sondrio, che aveva già portato, lo scorso 15 dicembre, all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini marocchini ritenuti attivi tra Mazzo di Valtellina, Grosotto e lungo la strada verso il Passo del Mortirolo.

Proprio nell’ambito di quell’ordinanza, il 19 dicembre 2025 poliziotti e finanzieri avevano già arrestato due persone, trovate in possesso di 80,5 grammi di cocaina e 147,57 grammi di hashish. In quell’occasione, tuttavia, solo uno dei destinatari del provvedimento era stato rintracciato, mentre il secondo era stato fermato in flagranza di reato. Un terzo soggetto, anch’egli colpito dalla misura cautelare, era stato invece individuato successivamente dalla Squadra Volanti di Milano.

Le indagini hanno inoltre permesso di accertare che gli spacciatori vivevano in tende nascoste nella boscaglia, a circa 500 metri dalle aree di cessione della droga, in punti difficilmente raggiungibili, nei pressi di dirupi e schermati da una fitta vegetazione. Una base logistica pensata per eludere i controlli e rendere più complessa l’individuazione da parte delle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lo spaccio avveniva attraverso contatti telefonici preliminari tra pusher e clienti, seguiti dall’incontro nei boschi e dallo scambio droga-denaro a pochi passi dalla Strada Statale. Un sistema collaudato che aveva trasformato l’area in un punto di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti.

Ancora una volta, sottolineano le forze dell’ordine, la sinergia tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, operanti sul territorio sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, si è rivelata decisiva per contrastare il fenomeno dello spaccio nelle zone montane e boschive della provincia di Sondrio, confermando l’attenzione costante verso un problema che continua a destare forte preoccupazione nelle comunità locali.