MORBGNO – Negli ultimi tempi si è assistito a un fenomeno definito inaccettabile e ingiustificato di insulti, diffamazioni e messaggi d’odio rivolti agli agenti della Polizia Locale da parte di alcuni cittadini attraverso i social network.
Una situazione che il Comando della Polizia Locale di Morbegno e della Bassa Valtellina ha deciso di affrontare pubblicamente con una comunicazione ufficiale firmata dal comandante, il Commissario Capo Salvatore Gitto.
Nel documento viene sottolineato come la libertà di espressione non possa in alcun modo giustificare insulti, minacce, diffamazioni o campagne d’odio nei confronti di pubblici ufficiali impegnati nell’esercizio delle proprie funzioni.
Il Comando evidenzia infatti che espressioni offensive, insinuazioni, pubblicazioni lesive della dignità personale e professionale degli operatori o inviti all’odio e all’esposizione pubblica degli appartenenti alla Polizia Locale possono configurare fattispecie penalmente rilevanti ai sensi degli articoli 595 del Codice Penale per diffamazione aggravata tramite social network, 612 c.p. per minaccia, 341-bis c.p. per oltraggio a pubblico ufficiale, oltre ad altre eventuali norme applicabili.
Nel comunicato si ricorda inoltre che internet e i social network non costituiscono “zone franche” sottratte alla legge e che ogni contenuto pubblicato lascia precise tracce informatiche, comportando responsabilità personali sia di natura penale che civile.
La nota del Comando arriva dopo numerosi episodi di commenti offensivi, denigratori e intimidatori comparsi online nei confronti degli agenti della Polizia Locale e dei loro operatori.
Secondo quanto evidenziato nella comunicazione, tali comportamenti non soltanto risultano moralmente inaccettabili, ma rischiano anche di minare profondamente il tessuto sociale e il lavoro quotidiano svolto dagli agenti per garantire sicurezza urbana, controllo del territorio, tutela dei cittadini e rispetto delle norme del Codice della Strada.
Il Comando ribadisce quindi il pieno sostegno agli operatori che quotidianamente svolgono il proprio servizio con professionalità, sacrificio e senso dello Stato.
Nella comunicazione si sottolinea inoltre che le leggi dello Stato non sono soggette a interpretazioni personali o emotive, ma prevedono norme precise, obblighi e relative sanzioni che gli operatori hanno il dovere istituzionale di applicare, comprese quelle di natura penale.
Viene anche ricordato che chi ritiene di aver subito un provvedimento ingiusto dispone degli strumenti previsti dalla legge, come il ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, da utilizzare nelle sedi istituzionali competenti e con modalità civili e rispettose.
Il Comando della Polizia Locale conferma comunque la propria disponibilità al dialogo e all’ascolto dei cittadini presso gli uffici, purché il confronto avvenga nel rispetto reciproco e della civile convivenza.
Nella parte conclusiva del documento viene rivolto un invito diretto agli autori dei commenti offensivi, diffamatori o intimidatori affinché provvedano a rimuovere immediatamente tali contenuti.
Il Comando si riserva inoltre ogni opportuna iniziativa a tutela dell’immagine dell’Ente, del Corpo e del personale coinvolto presso le competenti Autorità giudiziarie.
Nel comunicato viene infine ribadita la necessità che chi genera messaggi di odio sia chiamato a rispondere delle proprie azioni, comprendendo che la libertà di espressione non può trasformarsi in uno strumento di danno o di incitamento alla violenza.
Secondo quanto sottolineato dal Comando, la responsabilità individuale deve tornare a prevalere affinché il confronto civile e il rispetto reciproco possano continuare a rappresentare i pilastri fondamentali della convivenza sociale.