LLANBERIS – Ancora una volta Morbegno è stata protagonista alla International Snowdon Race, la storica corsa in montagna che si disputa a Llanberis, in Galles, e che da decenni è legata al territorio valtellinese attraverso il gemellaggio con il Trofeo Vanoni e tra le stesse cittadine di Llanberis e Morbegno.
L’edizione 2026 ha confermato il dominio italiano nella manifestazione, con una nuova tripletta azzurra nella gara maschile dopo quella già vista nel 2025. A imporsi è stato Massimiliano Berti (Sicilia Running Team), davanti a Tiziano Moia (Gemonatletica) e Giulio Simonetti (Gemonatletica). Tra le donne è arrivato invece un prestigioso terzo posto per Luna Giovanetti (Valchiese), completato dalla sesta piazza di Axelle Vicari e dalla settima di Andrea Schweigkofler.
Ma a rendere speciale l’appuntamento gallese per Morbegno è stata soprattutto la presenza dei portacolori del GS CSI Morbegno, che hanno proseguito una tradizione iniziata nel 1980, quando gli atleti dei “diavoli rossi” iniziarono a prendere parte alla competizione britannica.
Il migliore dei morbegnesi è stato Alessandro Bianchi, atleta del GSA Sovere che per l’occasione ha indossato la maglia del GS CSI Morbegno. Grazie a una straordinaria prova in discesa, capace di recuperare dodici posizioni, Bianchi ha concluso la gara al nono posto assoluto con il tempo di 1h11’13”, entrando così nella top ten di una delle competizioni più prestigiose del panorama internazionale della corsa in montagna.
Ottima anche la prestazione di Davide Spini, 37° assoluto in 1h18’37”, risultato che gli è valso il primo posto nella categoria Master 40. Alle sue spalle si è classificato il compagno di squadra Luca Radaelli, 40° assoluto con il tempo di 1h19’40”, secondo nella stessa categoria Master 40, completando così una brillante doppietta targata GS CSI Morbegno.
Come da tradizione, il sodalizio morbegnese ha inoltre messo in palio il Memorial GP Bottà, riconoscimento destinato al primo atleta non britannico classificato. Il premio è stato assegnato al vincitore assoluto Massimiliano Berti, autore di una prova di altissimo livello.
La gara, lunga 15,3 chilometri con 990 metri di dislivello, si sviluppa lungo il sentiero che collega il centro di Llanberis alla vetta dello Snowdon (Yr Wyddfa), per poi fare ritorno sullo stesso percorso. Le condizioni meteorologiche, fresche e umide grazie alla presenza di nuvole basse, hanno favorito le prestazioni degli atleti nonostante l’iniziale allerta caldo diffusa dagli organizzatori.
In campo maschile Berti e Moia hanno fatto gara di testa sin dalle prime battute, lasciando progressivamente alle spalle gli avversari britannici. Al passaggio in vetta i due azzurri erano praticamente appaiati, con Moia transitato in 40’45” e Berti in 40’49”. Più prudente la strategia di Giulio Simonetti, nono a metà salita, quarto allo scollinamento e infine autore di una grande rimonta nella discesa che gli ha consentito di conquistare il terzo gradino del podio.
Se Moia ha fatto registrare il miglior tempo in salita, è stato invece Berti a firmare la miglior discesa in 23’14”, appena un secondo meglio di Simonetti. Il trentino ha così tagliato il traguardo in 1h04’13”, uno dei migliori tempi nella storia ultracinquantennale della Snowdon Race.
Tra le donne, successo della scozzese Emily McNicol in 1h16’56”, davanti all’inglese Hannah Russell. A completare il podio è stata l’azzurra Luna Giovanetti, protagonista di una spettacolare rimonta nella discesa finale che le ha permesso di chiudere in 1h18’18”, facendo segnare un eccellente parziale di 26’04” nel tratto conclusivo.
Per Morbegno, però, il bilancio va oltre i risultati assoluti. La partecipazione degli atleti del GS CSI Morbegno rinnova infatti un legame storico con la manifestazione gallese e con la comunità di Llanberis, consolidando una tradizione sportiva e di amicizia internazionale che, anno dopo anno, continua a rappresentare uno dei simboli più significativi della corsa in montagna valtellinese.
