MORBEGNO – Una sfida complessa — contrastare lo spopolamento, rigenerare i territori e ridare futuro alle aree interne — trova ora un quadro operativo concreto. Regione Lombardia ha infatti approvato in Giunta lo schema di Accordo di collaborazione per l’attuazione della Strategia d’Area dedicata alla Valle Brembana e alla Valtellina di Morbegno, nell’ambito della strategia regionale Agenda del Controesodo 2021-2027.
La Strategia, dal titolo evocativo “Un Passo che unisce: Valle Brembana e Valtellina di Morbegno verso percorsi di rigenerazione e innovazione di comunità”, ha come capofila la Comunità Montana Valle Brembana e coinvolge oltre 70 Comuni, accomunati dalla necessità di invertire una tendenza demografica negativa e di rinnovare servizi e opportunità per cittadini e imprese.
Un investimento da 14,4 milioni per ridare vitalità ai territori
A illustrare l’importanza dell’intesa è l’assessore regionale agli Enti locali e Montagna Massimo Sertori, promotore del provvedimento: “Un’intesa importante, cui daremo subito attuazione con la sottoscrizione dell’Accordo con il capofila, in coerenza con la programmazione regionale e con quella comunitaria. La Strategia è sostenuta da un significativo impegno finanziario: 14.400.000 euro provenienti da fondi FESR, FSE+ e risorse regionali”.
Risorse destinate a enti locali, comunità montane, Comuni e alle micro, piccole e medie imprese che operano nell’area. Un pacchetto pensato per incidere sulle cause profonde dello spopolamento e per offrire nuove prospettive ai centri minori e alle aree rurali.
Quattro assi per rigenerare comunità e opportunità
La Strategia definisce una serie di interventi articolati in quattro grandi ambiti, tutti orientati a costruire un territorio più vivibile, competitivo e resiliente.
Il primo riguarda la rigenerazione dell’offerta abitativa, con azioni pensate per favorire il recupero di immobili inutilizzati e sostenere il ritorno o l’arrivo di nuovi residenti. Il secondo ambito punta a rafforzare i servizi di ascolto, sostegno e cura delle comunità, un elemento cruciale per territori dove la rarefazione demografica rende più fragile l’accesso ai servizi essenziali. Il terzo riguarda il lavoro e l’imprenditorialità, con strumenti per sostenere l’occupazione e accompagnare le imprese nella competitività e nell’innovazione. Infine, la strategia mira a sviluppare un’offerta turistica più accessibile, diversificata e sostenibile, valorizzando il patrimonio ambientale e culturale di aree che possono rappresentare un’alternativa ai tradizionali poli turistici.
Digitale, energia e governance: gli ingredienti della trasformazione
La visione della Strategia d’Area non si limita agli aspetti socio-economici. Come sottolinea Sertori, nella pianificazione trovano spazio progetti dedicati alla transizione digitale, con interventi per connettere cittadini e imprese alle opportunità dell’innovazione tecnologica.
Parallelamente, sono previsti investimenti per migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni degli edifici pubblici, in un’ottica di sostenibilità ambientale e riduzione dei costi di gestione.
Un tassello decisivo è rappresentato dalla costruzione di una governance territoriale integrata e multilivello, che metta in rete Comuni, enti montani, imprese e stakeholder locali. L’obiettivo è superare la frammentazione amministrativa e garantire che gli interventi abbiano coerenza, continuità e impatto reale.
“L’impegno della Regione per le Aree Interne — afferma l’assessore Sertori — è costante e basato su un dialogo continuo con le realtà territoriali. La Strategia d’Area nasce proprio dalla collaborazione e dalla co-progettazione con chi vive questi territori”.
La convinzione della Regione è chiara: sostenere questo percorso significa promuovere progetti che favoriscano il rilancio delle comunità, rendendo la Valle Brembana e la Valtellina di Morbegno non solo più attrattive, ma anche più solide dal punto di vista sociale, economico e ambientale.
Con l’approvazione dell’Accordo, ora la parola passa ai territori coinvolti: un “passo che unisce” e che, se attuato con efficacia, può segnare l’inizio di una nuova stagione di sviluppo per le aree interne lombarde.