MORBEGNO – Tremila persone, tre band e un’intera serata costruita attorno al ricordo di Nicola Bellotti. La prima edizione di Wolckoff Calling, organizzata dall’associazione Senza Vento alla Colonia Fluviale di Morbegno, ha richiamato un pubblico numerosissimo e segnato l’esordio di un evento destinato ad avere un seguito. Il nome scelto per la manifestazione è quello con cui Nicola, scomparso prematuramente, era conosciuto dagli amici. Proprio a lui è stato dedicato l’appuntamento, nato dalla volontà dei genitori Sergio Bellotti e Sonia Paniga, fondatori dell’associazione Senza Vento.
Un’associazione che in pochi mesi ha già superato i 300 tesserati e che, con il lavoro di circa 80 volontari, è riuscita a mettere in piedi una macchina organizzativa importante. La serata si è aperta con le parole di Alice Cazzaniga, amica di Nicola, che ne ha ricordato la gentilezza e quel modo di essere che lo aveva reso, prima bambino e poi ragazzo, particolarmente caro a chi gli stava accanto. Un ricordo personale che ha dato subito il tono alla serata, pensata sì come grande appuntamento musicale, ma soprattutto come momento di condivisione.

«Non ho parole per esprimere la mia gioia nell’aver visto tante persone presenti nel ricordo di Nicola», ha spiegato Sergio Bellotti. «Lui voleva che parte del suo patrimonio fosse utilizzato per creare qualcosa di bello e credo siamo riusciti a realizzare questo sogno». Bellotti ha poi ringraziato le tante realtà che hanno collaborato: «Croce Rossa Italiana, Medici Senza Frontiere, PizzAut Valtellina, K2 e tutti coloro che hanno aderito con entusiasmo a questa prima chiamata. Ce ne saranno altre e penso sia il modo migliore per ricordare mio figlio».

Sul palco, i primi a entrare nel vivo della serata sono stati i Tirlindana, protagonisti di un set energico e articolato. Il quartetto guidato da Andrea Solinas ha alternato brani originali e omaggi alla storia del rock, passando da Doors e Who fino a una rilettura di “No Time No Space” di Franco Battiato. A impreziosire alcuni passaggi anche il violino di Giulia Martini, che ha dato ulteriore profondità a un’esibizione accolta con grande partecipazione dal pubblico.

Il momento più atteso è arrivato con Omar Pedrini, accolto con grande calore. Il cantautore ha rivolto un pensiero a Nicola, «che ci ascolta da lassù», e ha aperto il proprio set con “Senza Vento”, brano diventato inevitabilmente simbolico anche per il nome dell’associazione. Pedrini ha ricordato con orgoglio di essere presidente onorario di Senza Vento e tesserato numero 1, per poi ripercorrere alcune tappe della propria storia musicale accompagnato da Marco Montanari alla chitarra elettrica e Davide Apollo alla seconda voce.
Nel set anche tributi a Neil Young, con “My My Hey Hey”, e Bob Marley, con “Redemption Song”. Uno dei momenti più sentiti è arrivato quando sul palco è salito anche Sergio Bellotti, che insieme a Pedrini ha cantato “Sangue Impazzito”. La chiusura del set è stata affidata a “Freedom”, eseguita insieme ad Andrea e Cece dei Tirlindana, tra gli applausi del pubblico.
A chiudere il concerto sono stati gli Jamaican Mood, formazione di otto elementi con sezione fiati, che ha trascinato il pubblico fino a dopo mezzanotte. Il gruppo ha riletto in chiave ska e rock steady brani molto diversi tra loro, da “Friday I’m in Love” dei Cure a “Caravan” di Duke Ellington, passando per classici italiani come “Una zebra a pois” e “La vita l’è bela”. Un finale più leggero e festoso, che ha trasformato la parte conclusiva della serata in un grande momento collettivo di musica e ballo.

Durante la serata non è mancato anche lo spazio per il progetto PizzAutobus, con i ragazzi impegnati a sfornare circa 350 pizze all’insegna dell’inclusione. L’associazione Senza Vento ha voluto inoltre consegnare agli artisti presenti un attestato di socio onorario, estendendo i riconoscimenti anche a chi ha contribuito alla riuscita dell’evento. Tra loro il vicesindaco Anna Gusmeroli, Marco Passerini di Morborock, tesserato numero 2 dell’associazione, il deejay Yuri Dell’Era, Fabio Frate e Gianluca Bertolini.
La prima edizione di Wolckoff Calling si è così chiusa con un bilancio che va oltre i numeri. Le tremila presenze certificano il successo dell’evento, ma per Senza Vento il punto di partenza resta soprattutto la risposta della comunità e la capacità di trasformare il ricordo di Nicola in un progetto concreto. L’associazione è già al lavoro sui prossimi appuntamenti e su nuove iniziative legate alla cultura e alla solidarietà. Quella di Morbegno, insomma, è stata soltanto la prima chiamata.