Piateda

Val Vedello, permesso di ricerca mineraria: osservazioni entro il 2 novembre

Il progetto riguarda uranio e minerali associati e prevede tre anni di indagini nelle gallerie esistenti.

Il 9 ottobre incontro pubblico a Piateda con i tecnici incaricati dal Comune per approfondire lo Studio di Impatto Ambientale.

Federica Lassi – 6 Ottobre 2026 11:13

Piateda, Centro Valtellina, Attualità

Val Vedello

PIATEDA – Entra in una fase decisiva l’iter per il permesso di ricerca mineraria in Val Vedello. La richiesta, inizialmente presentata da Canoel S.p.A. e successivamente passata a Futuro Energetico Italiano s.r.l., riguarda attività di ricerca per uranio e minerali associati e punta ad approfondire le indagini avviate nella zona già a partire dagli anni Settanta da AgipMineraria.

Il procedimento è sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), passaggio necessario per esaminare le possibili conseguenze del progetto sulle diverse componenti ambientali. La società proponente ha depositato lo Studio di Impatto Ambientale, composto da numerose relazioni e analisi consultabili attraverso il portale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Un passaggio importante riguarda ora la partecipazione del pubblico. Ai sensi dell’articolo 24, comma 3, del Decreto legislativo 152/2006, chiunque abbia interesse potrà presentare osservazioni entro il 2 novembre 2026, fornendo anche eventuali nuovi elementi conoscitivi o valutativi. Le osservazioni potranno essere inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo va@pec.mase.gov.it oppure attraverso l’apposito applicativo disponibile sul Portale delle Valutazioni e Autorizzazioni ambientali.

Il progetto, come precisato nella documentazione, è finalizzato allo studio della risorsa mineraria e non alla sua estrazione. Le attività previste dovrebbero svolgersi utilizzando la rete di gallerie già esistente, senza realizzare nuovi scavi o nuovi rami sotterranei.

È previsto il recupero dei cinque portali di accesso esistenti e la messa in sicurezza di una rete di gallerie lunga complessivamente circa 11 chilometri. La campagna di ricerca dovrebbe svilupparsi nell’arco di tre anni, con l’esecuzione di 156 perforazioni a carotaggio continuo.

La proposta prevede inoltre il recupero della strada già esistente che conduce all’area mineraria, dal tornante vicino alla baita Cornascio fino al vecchio piazzale realizzato negli anni Settanta.

Proprio in quell’area, a circa 1.900 metri di quota, verrebbe allestito il cantiere principale. Sono previsti container e tettoie destinati alle attrezzature, ai servizi per il personale tecnico e alla gestione del materiale prelevato durante i sondaggi. All’interno delle gallerie saranno invece realizzate piccole piazzole nei punti destinati alle perforazioni. Gli ambienti saranno serviti da un sistema di ventilazione forzata, con immissione di aria proveniente dall’esterno.

Sul piazzale davanti ai portali dovrebbe essere installato anche un generatore per alimentare le sonde utilizzate nelle operazioni sotterranee.

Il materiale prelevato attraverso le perforazioni verrà sistemato in apposite cassette e successivamente portato sul piazzale per una prima analisi. Una parte dei campioni sarà inviata ai laboratori, mentre il materiale restante verrà conservato all’interno delle gallerie.

La tecnica individuata prevede l’utilizzo di acqua per limitare la dispersione delle polveri, con un sistema di trattamento a ciclo chiuso che consentirà il riutilizzo dell’acqua dopo la depurazione. I fanghi prodotti dalle perforazioni dovrebbero invece essere collocati in una zona dedicata all’interno delle gallerie, impermeabilizzata e dotata di un bacino di contenimento.

La società dovrà attuare anche un Piano di monitoraggio ambientale, previsto dalla normativa per verificare gli eventuali effetti significativi derivanti dalle attività. Il controllo riguarderà tutte le fasi del progetto: prima dell’avvio dei lavori, durante le operazioni e al termine delle attività. L’obiettivo sarà quello di fotografare lo stato attuale dell’ambiente e verificare nel tempo eventuali variazioni connesse alle attività di ricerca.

Vista la complessità della materia e le possibili implicazioni ambientali e territoriali, l’Amministrazione comunale di Piateda ha deciso di affidare un incarico di consulenza al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture dell’Università di Torino.

Gli esperti incaricati sono il professor Daniele Martinelli e il professor Vincenzo Riggio. Entrambi saranno presenti venerdì 9 ottobre all’incontro pubblico organizzato nella sala polifunzionale sotto la palestra comunale, durante il quale verranno illustrate le principali risultanze dello Studio di Impatto Ambientale.

L’appuntamento sarà anche l’occasione per consentire alla cittadinanza di confrontarsi direttamente con i tecnici e approfondire gli aspetti ambientali e progettuali legati al permesso di ricerca mineraria. L’Amministrazione ha invitato tutta la popolazione a partecipare.

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