Piuro

Da Piuro a Capo Nord con una Panda 4×4: l’impresa di Del Curto e Fallini

Oltre 4.000 chilometri tra neve, gelo e tempeste.

Un’impresa nata quasi per gioco e diventata una storia di passione e determinazione.

Redazione VN – 16 Marzo 2026 08:55

Piuro, Valchiavenna, Attualità

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PIURO – Il rombo di un vecchio motore rompe il silenzio surreale dei fiordi norvegesi, mentre il vento artico scivola tra scogliere e distese di neve infinita. In mezzo a questo scenario estremo avanza lentamente una piccola Panda 4×4, simbolo di semplicità e tenacia. Non è un mezzo preparato per spedizioni polari, ma una vettura nata per le montagne italiane che, sorprendentemente, si è ritrovata protagonista di una delle avventure più affascinanti degli ultimi tempi.

A bordo ci sono Giampaolo “Giampy” Del Curto e Alessio Fallini, due amici uniti dalla passione per i motori e dall’amore per la propria terra. Il loro obiettivo è ambizioso quanto romantico: portare l’orgoglio di Piuro fino al punto più settentrionale d’Europa raggiungibile su strada, il leggendario Capo Nord.

L’idea nata davanti a una leggenda

Tutto ha inizio due anni fa, tra i corridoi di un museo a Bassano. Tra le esposizioni, Giampy si ferma davanti a una moto storica che aveva compiuto l’impresa di raggiungere Capo Nord. Non serve molto per accendere l’immaginazione. Uno sguardo complice con Alessio, un sorriso e una domanda semplice ma potente: se una moto può arrivarci, perché non potrebbe farlo anche un Pandino?

Quella battuta diventa presto un progetto concreto. Da quel momento il sogno prende forma tra chiavi inglesi, officine e preparativi meticolosi. La piccola Panda viene controllata, sistemata e preparata con cura, trasformandosi in quello che gli stessi protagonisti hanno scherzosamente definito un piccolo “carro armato di lamiera” pronto ad affrontare l’Europa del Nord.

Quattromila chilometri verso il grande Nord

Il viaggio verso Capo Nord non è stato una semplice traversata. Per raggiungere la meta, Giampy e Alessio hanno dovuto percorrere oltre 4.000 chilometri solo per l’andata, attraversando diversi Paesi e affrontando condizioni climatiche sempre più estreme man mano che il viaggio avanzava verso il Circolo Polare Artico. Le difficoltà non sono mancate. Bufere di neve improvvise, piogge torrenziali e lunghi tratti di strada trasformati in lastre di ghiaccio hanno messo a dura prova sia i nervi dei due viaggiatori sia la resistenza della loro piccola Panda. In alcune situazioni ogni curva diventava una sfida, ogni chilometro un esercizio di fiducia tra uomo e macchina. Eppure, proprio in quelle condizioni difficili, è nato qualcosa di speciale.

Il racconto quotidiano del “TGPanda”

Durante il viaggio, Giampy ha deciso di condividere l’avventura con amici, sostenitori e curiosi attraverso un appuntamento quotidiano diventato presto un piccolo fenomeno: il “TGPanda”. Con il suo entusiasmo contagioso e una simpatia travolgente, ogni giorno raccontava le tappe del viaggio, le difficoltà incontrate e i momenti più divertenti dell’avventura. La sigla improvvisata e il tono ironico hanno conquistato il pubblico, trasformando una semplice spedizione in una vera cronaca on the road seguita con affetto da tantissime persone. Tra risate, aggiornamenti e panorami mozzafiato, il TGPanda ha reso tutti partecipi di un viaggio che giorno dopo giorno si trasformava sempre più in una piccola leggenda.

Poi, finalmente, il momento tanto atteso. Dopo migliaia di chilometri e giornate intere passate al volante, la piccola Panda 4×4 si è fermata davanti al simbolo più iconico di Capo Nord: il celebre mappamondo metallico affacciato sull’Oceano Artico.

È il punto in cui il continente europeo sembra finire e lo sguardo si perde verso il Polo Nord. Proprio lì, tra vento gelido e cielo infinito, Giampy e Alessio hanno realizzato il loro sogno. La missione era compiuta.

Il ritorno verso casa e una storia già leggendaria

Ma ogni grande viaggio ha anche una strada di ritorno. Dopo la conquista di Capo Nord, i due amici hanno rimesso in moto il loro Pandino per affrontare altri 4.000 chilometri verso casa.

Il vento artico ha lasciato un po’ di freddo nelle ossa, ma nel cuore resta la soddisfazione di aver compiuto qualcosa di unico. Non una spedizione estrema, ma un’avventura genuina fatta di amicizia, determinazione e passione. Per Piuro e per tutti coloro che hanno seguito il viaggio, quella di Giampy e Alessio resterà una storia simpatica, folle e incredibilmente umana.

Una di quelle imprese che dimostrano come, a volte, non servano mezzi straordinari per realizzare qualcosa di grande. Basta un’idea, una Panda 4×4 e il coraggio di partire. E ora, mentre il TGPanda si prepara alla sua ultima puntata, una cosa è certa: questa avventura è già entrata nella memoria collettiva come una storia assolutamente leggendaria