Sondrio

Acque torbide nell’Adda dopo lo svaso del bacino di San Giacomo: la protesta dei pescatori

L’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio segnala una situazione inattesa lungo il fiume a valle della centrale di Stazzona.

L’associazione ha attivato i canali istituzionali per chiedere accertamenti e possibili azioni correttive in vista dell’apertura della stagione di pesca.

Redazione VN – 6 Marzo 2026 11:30

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

Unione Pesca Sportiva Sondrio

SONDRIO – Preoccupazione tra i pescatori valtellinesi per le condizioni delle acque dell’Adda, dove negli ultimi giorni si è registrata una marcata torbidità lungo il corso del fiume a valle dello scarico della centrale idroelettrica di Stazzona. A segnalarlo è l’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio (UPS).

Secondo l’associazione, il fenomeno sarebbe collegato alle operazioni di svaso del bacino di San Giacomo, intervento già programmato e monitorato nei mesi scorsi. In base alle informazioni ricevute durante le fasi organizzative dell’operazione – anche alla luce dei risultati dello svaso effettuato nel 2020 – era stato infatti indicato che tali attività non avrebbero comportato impatti significativi sull’asta dell’Adda.

I riscontri registrati in questi giorni sembrano però raccontare una situazione differente. Lungo il fiume, in particolare nel tratto a valle della centrale, è stata osservata una consistente torbidità dell’acqua, una condizione che non era stata prevista e che l’UPS definisce non accettabile, soprattutto in vista dell’imminente apertura della stagione di pesca.

L’associazione riconosce che operazioni di questo tipo, legate alla gestione di grandi infrastrutture idroelettriche, possano comportare variabili difficili da prevedere e possibili imprevisti. Tuttavia, alla luce delle rassicurazioni ricevute in precedenza e delle condizioni attuali del fiume, l’UPS ritiene necessario un approfondimento.

Per questo motivo l’Unione Pesca Sportiva ha deciso di muoversi attraverso i canali istituzionali, portando le proprie osservazioni e segnalazioni nelle sedi competenti.

L’obiettivo è quello di ottenere una valutazione approfondita della situazione e verificare se siano necessarie eventuali azioni correttive per garantire la qualità delle acque e la tutela dell’ecosistema fluviale.

«L’obiettivo dell’UPS – si legge nel comunicato – rimane quello di garantire la qualità delle acque sia dal punto di vista ambientale ed ecologico, sia per assicurare lo svolgimento dell’attività piscatoria in condizioni adeguate per tutti i nostri associati».

La situazione ha suscitato comprensibile preoccupazione tra i pescatori della provincia, che nelle ultime ore hanno espresso dubbi e timori riguardo alle condizioni del fiume.

L’Unione Pesca Sportiva invita tuttavia alla prudenza e alla collaborazione, sottolineando che polemiche premature non sarebbero utili ad affrontare il problema. L’associazione sta infatti lavorando per portare la questione all’attenzione degli enti responsabili e individuare soluzioni efficaci.

Il tema assume particolare rilevanza proprio in questo periodo dell’anno, quando il mondo della pesca sportiva valtellinese si prepara alla riapertura della stagione.

Garantire la qualità delle acque e la tutela dell’ambiente fluviale resta dunque una priorità sia per gli appassionati sia per le associazioni che operano sul territorio.

Nei prossimi giorni sono attesi eventuali aggiornamenti sull’evoluzione della situazione e sulle verifiche richieste dall’UPS alle autorità competenti.