SONDRIO – Quindici strutture tra pubbliche e private, una copertura dei posti che sfiora il 50%, nessuna lista d’attesa e rette che, grazie alle agevolazioni, possono arrivare ad azzerarsi. È il quadro dei servizi per la prima infanzia a Sondrio e nei Comuni dell’ambito territoriale delineato dall’Amministrazione comunale, che interviene per fare chiarezza dopo la diffusione di uno studio della Uil sui costi degli asili nido.
Secondo il Comune, i dati riportati nell’indagine non descriverebbero pienamente la situazione locale, poiché non terrebbero conto dei contributi pubblici che riducono le spese a carico delle famiglie. Una ricostruzione che avrebbe generato dubbi tra i genitori, alcuni dei quali si sono rivolti agli uffici comunali per chiedere chiarimenti.
L’offerta dei servizi per la prima infanzia nell’ambito territoriale di Sondrio comprende 15 strutture, tra pubbliche e private, con un indice di copertura prossimo al 50%, calcolato rapportando i posti disponibili alla popolazione residente tra zero e tre anni. Un valore superiore al riferimento nazionale del 30% richiamato dall’Amministrazione, al quale si aggiunge l’assenza di liste d’attesa.
Il sistema si basa su un Piano nidi che coordina strutture pubbliche e private, con l’obiettivo di garantire un’adeguata disponibilità di posti e tariffe accessibili.
Per chiarire i costi sostenuti dai genitori, il Comune prende come riferimento l’asilo nido comunale “La Coccinella”, dove le tariffe mensili, pasti compresi, vanno da 130 a 520 euro, con l’importo massimo applicato ai nuclei con Isee pari o superiore a 25mila euro.
Secondo l’Amministrazione, la tariffa più alta è vicina alla media regionale e inferiore a quella praticata in diverse altre città lombarde, mentre gli importi previsti per le famiglie con redditi più bassi risultano tra i più contenuti nel confronto richiamato dal Comune.
A incidere sulla spesa effettiva sono però le agevolazioni disponibili. La misura regionale “Nidi Gratis”, il bonus Inps e i voucher comunali consentono infatti di ridurre sensibilmente le rette, fino ad azzerarle in molti casi per le famiglie con Isee inferiore a 22mila euro, in base ai requisiti previsti.
Per i nuclei che superano questa soglia, il Comune indica una spesa mensile effettiva compresa tra 34,23 e 192,73 euro, una volta applicati contributi e rimborsi.
È proprio sulla differenza tra tariffa prevista e importo realmente pagato che si concentra la replica allo studio della Uil: secondo l’Amministrazione, considerare soltanto i costi nominali rischia di fornire un’immagine fuorviante dell’accessibilità del servizio.
L’asilo nido comunale “La Coccinella” offre inoltre diversi moduli di frequenza, con orari dalle 7.30 alle 16.30 e possibilità di prolungamento fino alle 17.30, per rispondere alle esigenze organizzative delle famiglie.
Informazioni su iscrizioni, tariffe e funzionamento del servizio sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Sondrio. L’Amministrazione richiama anche l’elevato gradimento espresso negli anni dai genitori che usufruiscono della struttura.
Il sostegno economico si estende all’intero ambito territoriale. Nell’anno scolastico 2025/2026 i Comuni hanno destinato oltre 136mila euro ai voucher per la prima infanzia, permettendo a 102 famiglie di beneficiare di rette agevolate.
Un investimento progressivamente aumentato negli anni, che si affianca al coordinamento tra strutture pubbliche e private per rendere il servizio accessibile a un numero sempre maggiore di nuclei familiari.
Disponibilità di posti, assenza di liste d’attesa e contenimento delle rette sono dunque gli elementi sui quali il Comune di Sondrio richiama l’attenzione, ribadendo la necessità di considerare le agevolazioni effettivamente applicate prima di valutare il costo degli asili nido per le famiglie del territorio.

