SONDRIO – La Valtellina si conferma uno dei territori chiave nella strategia regionale per la tutela della biodiversità agricola. Con oltre 2 milioni di euro stanziati da Regione Lombardia per 14 progetti di ricerca, il focus si concentra anche sulla provincia di Sondrio, dove tradizione agricola e innovazione scientifica si incontrano per valorizzare un patrimonio unico.
Il finanziamento, previsto dal programma di sviluppo rurale attraverso l’intervento SRA16, sostiene attività di studio, conservazione e recupero delle risorse genetiche vegetali e animali lombarde. Tra i protagonisti spicca la Fondazione Fojanini, realtà di riferimento per il territorio valtellinese, impegnata in un progetto dedicato alla riscoperta e valorizzazione della biodiversità viticola autoctona.
Un ambito particolarmente significativo per la Valtellina, dove la viticoltura rappresenta non solo una voce economica fondamentale, ma anche un elemento identitario e culturale. Recuperare varietà storiche significa infatti preservare il paesaggio, la qualità delle produzioni e la memoria agricola del territorio.
“Con questo intervento – ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi – investiamo in modo concreto sulla tutela della biodiversità agricola lombarda, un patrimonio straordinario che rischierebbe di andare disperso ma che rappresenta invece una risorsa strategica per il futuro del settore”.
I progetti finanziati coinvolgono università e centri di ricerca di primo piano e riguardano un ampio ventaglio di attività: dal recupero di colture tradizionali – come vite, melo, pero, mais e frumento – alla valorizzazione di ortaggi tipici come carciofo, cardo, cipolla, peperone, zucca e radicchio. Sul fronte zootecnico, l’attenzione è rivolta a razze autoctone come la capra nera di Verzasca, il suino nero di Lomellina e la bovina Varzese.
Nel dettaglio, tra i beneficiari figurano le Università di Milano e Pavia, la Cattolica del Sacro Cuore, il CREA, il CNR, l’Istituto Spallanzani e la stessa Fondazione Fojanini, che riceverà 146.000 euro per sviluppare il progetto legato alla viticoltura valtellinese.
Complessivamente sono state presentate 19 domande, tutte ammesse alla fase istruttoria: 14 sono già finanziate, mentre le restanti 5 potranno essere sostenute con successivi provvedimenti. Le attività previste comprendono la conservazione in campo e in banca del germoplasma, la raccolta e caratterizzazione delle risorse genetiche e azioni di formazione e divulgazione rivolte agli operatori del settore.
Per la Valtellina, questo investimento rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra ricerca e territorio, puntando su qualità, sostenibilità e innovazione. Un percorso che mira a trasformare la biodiversità in leva di sviluppo, capace di generare valore economico e ambientale.
“Sostenere la ricerca e mettere in rete competenze diverse – ha concluso Beduschi – è fondamentale per garantire risultati concreti. La biodiversità non è un tema astratto: è qualità, identità e prospettiva economica per l’agricoltura lombarda”.
Un messaggio che trova nella Valtellina un esempio concreto: un territorio dove la tradizione agricola diventa risorsa per il futuro e dove la tutela delle varietà autoctone si traduce in opportunità di crescita e competitività.