SONDRIO – La chirurgia robotica entra ufficialmente nell’attività dell’Asst Valtellina e Alto Lario. Nei giorni scorsi all’Ospedale di Sondrio è stato eseguito il primo intervento con il sistema da Vinci, una prostatectomia radicale per neoplasia prostatica portata a termine dall’équipe dell’Urologia diretta da Pierluigi Giumelli. Un passaggio che segna l’avvio di un nuovo percorso tecnologico e organizzativo per l’Azienda sanitaria e che, nelle intenzioni di Asst, non resterà circoscritto all’Urologia sondriese: la metodica sarà infatti progressivamente estesa anche ad altre unità operative, comprese quelle dell’Ospedale Morelli di Sondalo.
Il primo intervento è stato reso possibile anche grazie alla collaborazione con l’Ospedale Niguarda di Milano e, in particolare, con Antonio Galfano, direttore dell’Urologia. Galfano ha partecipato alla realizzazione del progetto e, al termine dell’operazione, ha espresso apprezzamento per l’organizzazione della sala operatoria e per il lavoro del personale coinvolto.
Prima di arrivare al debutto della chirurgia robotica a Sondrio, chirurghi, anestesisti e infermieri hanno seguito un percorso formativo dedicato proprio al Niguarda, acquisendo le competenze necessarie per lavorare con il nuovo sistema. “L’introduzione della chirurgia robotica nel blocco, oltre che una grande innovazione, ha rappresentato un percorso di crescita per tutta l’équipe – sottolinea la caposala del blocco operatorio Stefania Tognini -. Abbiamo avuto la possibilità di apprendere nuove procedure e di acquisire nuove competenze, mantenendo quella che è la nostra priorità, ovvero la tutela della salute del paziente”, aggiunge la prima strumentista Serena Ferrari.
A partecipare al primo intervento robotico, insieme al dottor Galfano, sono stati anche gli specialisti Alberto Abrate e Silvia Cavalli.
Soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Urologia, Pierluigi Giumelli, che è anche direttore del Dipartimento Area Chirurgica di Asst Valtellina e Alto Lario. “Come direttore della Struttura complessa di Urologia non posso che essere soddisfatto del traguardo raggiunto, peraltro inseguito da anni, che completa così il percorso del trattamento delle patologie urologiche, tumorali e non”, afferma.
Il valore del nuovo sistema, però, va oltre la sola Urologia. “Come direttore del Dipartimento Area Chirurgica dell’Asst Valtellina e Alto Lario mi sento oltremodo gratificato perché a usufruire di questa metodica saranno anche le altre Unità operative, la Chirurgia generale di Sondrio e di Sondalo, la Chirurgia toracica di Sondalo e la Ginecologia, che inizieranno a breve a operare con la tecnologia robotica”.
Giumelli ha quindi ringraziato la Direzione strategica e, in particolare, il direttore generale Ida Ramponi, “che ha creduto nel progetto sin dall’inizio del suo incarico e che ora ne vede la realizzazione”.
Il sistema da Vinci è una tecnologia chirurgica ad alta precisione controllata in tempo reale dal chirurgo, che ne guida ogni movimento. La piattaforma consente di operare con tecniche mini invasive attraverso strumenti articolati e una visione tridimensionale ad alta definizione, offrendo al chirurgo una maggiore precisione nei movimenti. Secondo Asst, l’impiego della chirurgia robotica può tradursi in diversi vantaggi rispetto agli approcci tradizionali, tra cui una riduzione delle complicanze post operatorie, una maggiore precisione chirurgica, degenze più brevi e migliori esiti in ambito oncologico.
Con il primo intervento eseguito a Sondrio, il progetto entra quindi nella sua fase operativa. Dopo l’Urologia, il passo successivo sarà l’estensione graduale della tecnologia alle altre specialità chirurgiche previste, comprese quelle attive al Morelli di Sondalo.