Sondrio

Economia sondriese a due velocità nel 2025: cresce l’artigianato, arretra l’industria

L’analisi congiunturale di Unioncamere Lombardia fotografa un anno disomogeneo.

Credaro: «Serve trasformare la prudenza delle imprese in fiducia».

Redazione VN – 24 Febbraio 2026 10:11

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Industria Lavoro
(Image by Alex Freeman from Pixabay)

SONDRIO – Un’economia che procede su binari differenti, tra segnali di vitalità e persistenti fragilità. È l’immagine che emerge dall’analisi congiunturale 2025 della provincia di Sondrio elaborata da Unioncamere Lombardia, che descrive un sistema produttivo locale caratterizzato da comparti con andamenti divergenti.

A trainare la crescita è soprattutto l’artigianato manifatturiero, mentre l’industria resta in territorio negativo. Commercio e servizi mostrano invece una sostanziale stabilità, con leggere oscillazioni. «Il 2025 si chiude per la nostra provincia con un’economia che corre su due binari – osserva la presidente della Camera di Commercio di Sondrio, Loretta Credaro –: da un lato un artigianato che dimostra capacità di tenuta e crescita, dall’altro un’industria ancora in difficoltà. La provincia ha energia, ma servono scelte mirate per trasformare la prudenza delle imprese in fiducia».

Industria: produzione in calo, ma fatturato in crescita

Il comparto industriale chiude l’anno con una contrazione della produzione pari all’1%, confermando la debolezza già emersa nei trimestri precedenti e in controtendenza rispetto al recupero regionale. Gli ordini interni e soprattutto quelli esteri rallentano, pur restando positivi, mentre il fatturato registra un incremento significativo (+7,4%).

La quota di fatturato estero sale al 18,5%, segnale di una proiezione internazionale che resta importante per il tessuto industriale locale. L’occupazione rimane stabile, ma continua il ricorso alla cassa integrazione, con 184 mila ore autorizzate nel quarto trimestre e un aumento delle imprese che vi fanno ricorso. Le aspettative per il breve periodo restano improntate alla stabilità, con un moderato ottimismo.

Artigianato: il comparto più dinamico

È l’artigianato manifatturiero a offrire i segnali più incoraggianti. Il settore cresce dell’1,9% nel quarto trimestre, in linea con la media regionale, e chiude il 2025 con un incremento medio dello 0,7%. Il fatturato torna positivo e gli ordini interni mostrano un recupero deciso, mentre quelli esteri restano sostanzialmente stabili.

Sul fronte occupazionale il saldo annuale è positivo, grazie a più trimestri consecutivi di crescita. Anche qui prevale un atteggiamento prudente: le imprese segnalano scorte limitate e attendono conferme prima di investire. Nonostante ciò, il comparto si conferma uno dei pilastri dell’economia provinciale.

Commercio: stabilità con occupazione vivace

Il commercio al dettaglio registra nel 2025 un lieve incremento del fatturato (+0,2%), confermando un andamento di micro-variazioni tipico degli ultimi anni. Gli ordini ai fornitori restano in calo, mentre le scorte sono giudicate adeguate.

Più dinamico il mercato del lavoro, con ingressi superiori alle uscite, fenomeno legato anche alla stagionalità turistica del territorio. Le aspettative per il futuro appaiono più incerte rispetto ad altri settori: cresce la quota di imprese che teme una contrazione nel breve periodo.

Servizi: equilibrio e effetto Olimpiadi sull’occupazione

Nel settore dei servizi il 2025 si chiude con una crescita media nulla, anche se l’ultimo dato disponibile indica un incremento tendenziale dello 0,9%, comunque inferiore alla media lombarda. Il comparto alterna fasi di recupero e assestamento, riflettendo la variabilità della domanda.

L’occupazione appare invece più vivace, con un aumento del personale e minori uscite, dinamica che può essere collegata sia alla stagionalità sia all’indotto dei Giochi olimpici invernali, che hanno generato domanda aggiuntiva soprattutto nel turismo e nei servizi collegati. Le imprese, tuttavia, non prevedono variazioni significative nel breve termine.

Nel complesso, il 2025 restituisce l’immagine di un’economia provinciale resiliente ma cauta, con segnali positivi soprattutto nei comparti legati alla dimensione locale e artigiana e difficoltà persistenti nella manifattura industriale.

La sfida, secondo l’analisi camerale, sarà trasformare la stabilità in crescita strutturale, accompagnando le imprese in una fase di transizione che richiede innovazione, apertura ai mercati e capacità di investimento. Un percorso che, per la provincia di Sondrio, passa anche dalla valorizzazione delle proprie specificità produttive e territoriali.