L’edizione 2026 prende avvio con la partecipazione degli studenti della classe 4ªA del Liceo economico sociale del Polo liceale “Città di Sondrio”, accompagnati dai docenti e sostenuti dalla dirigente scolastica Giovanna Bruno. Insieme a loro prenderanno parte al percorso anche delegati sindacali, lavoratori e lo storico locale Simone Evangelisti. Il progetto sarà presentato ufficialmente martedì 3 marzo alle 11.30 nell’aula magna dell’istituto di via Samaden, in un incontro aperto alla cittadinanza.
Il programma 2026 prevede due itinerari di forte valore storico e simbolico: il primo toccherà Dachau, Norimberga e Monaco di Baviera; il secondo porterà i partecipanti a Mauthausen, Gusen, Hartheim ed Ebensee. Luoghi che rappresentano nodi cruciali del sistema concentrazionario novecentesco e della storia dell’Europa contemporanea.
A ottantuno anni dalla liberazione dei campi e a ottanta dal processo di Norimberga, l’iniziativa punta a trasformare il viaggio in un’esperienza di formazione civile, capace di interrogare le nuove generazioni sulle radici delle dittature e sulle responsabilità storiche anche italiane legate al ventennio fascista.
“In treno per la memoria” non è soltanto una visita ai memoriali, ma un percorso didattico strutturato che si sviluppa durante l’anno scolastico con il supporto degli Istituti storici della Resistenza (rete Isrec Lombardia) e della Fondazione Parri. Le attività comprendono incontri di studio, laboratori, testimonianze e momenti commemorativi legati alla Giornata della Memoria.
L’obiettivo dichiarato è aiutare studenti e lavoratori a comprendere il sistema concentrazionario non come un evento lontano e incomprensibile, ma come parte della storia europea e come monito attuale. Un approccio che riprende il pensiero di Primo Levi, secondo cui i Lager vanno considerati “impianti pilota” del futuro immaginato dal nazifascismo per l’Europa.
Il rilancio dell’iniziativa nel capoluogo valtellinese si inserisce nell’esperienza del Comitato regionale “In treno per la memoria”, attivo da oltre quindici anni e patrocinato dalla Presidenza della Repubblica. Solo nell’ultimo anno il progetto ha coinvolto circa 450 studenti lombardi.
Per Sondrio la partecipazione del Polo liceale rappresenta un ritorno significativo a un percorso che in passato aveva già unito scuola e territorio. Un impegno condiviso tra sindacati, istituzioni scolastiche e comunità locale per trasmettere valori di libertà, dignità e solidarietà in un contesto storico in cui, sottolineano i promotori, la conoscenza del passato resta uno strumento indispensabile per comprendere il presente e difendere la democrazia.