Sondrio

Inverno tra i più caldi degli ultimi 35 anni: in Valtellina picchi fino a 22,5 gradi

Secondo i dati di Arpa Lombardia la stagione 2025/2026 è la terza più calda degli ultimi decenni.

Precipitazioni complessivamente nella norma, con nevicate tornate soprattutto nel mese di febbraio.

Redazione VN – 5 Marzo 2026 10:54

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

Neve generica

SONDRIO – Un inverno decisamente mite anche nelle Alpi lombarde. Secondo i dati diffusi da Arpa Lombardia, la stagione 2025/2026, che comprende i mesi di dicembre, gennaio e febbraio, è stata la terza più calda degli ultimi 35 anni nella regione.

Un andamento climatico che ha interessato anche la Valtellina, dove si sono registrate temperature sopra la media e forti oscillazioni termiche tra le giornate più fredde e quelle più calde dell’intera stagione.

L’analisi si basa sui dati raccolti da 13 stazioni idro-nivo-meteorologiche gestite dal Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia distribuite sul territorio regionale.

Temperature sopra la media anche in provincia di Sondrio

Nel complesso, l’inverno ha registrato una temperatura media superiore di 2,1 °C rispetto al periodo di riferimento 1991-2020. Un valore che colloca la stagione al terzo posto tra le più calde degli ultimi decenni, dietro soltanto agli inverni 2023/2024 (+2,9 °C) e 2019/2020 (+2,4 °C).

La Valtellina ha fatto registrare alcuni dei dati più significativi della stagione.

Le giornate più fredde si sono verificate tra il 7 e l’8 gennaio: a Sondrio il 7 gennaio la temperatura minima è scesa fino a -8,7 °C, mentre il giorno successivo il valore più basso della regione è stato registrato a Clusone (BG) con -10,5 °C.

Ma la provincia di Sondrio ha segnato anche uno dei picchi di caldo più elevati dell’intero inverno: il 24 febbraio a Sondrio la temperatura massima ha raggiunto +22,5 °C, uno dei valori più alti rilevati in Lombardia nella stagione.

Dicembre e febbraio particolarmente miti

Guardando ai singoli mesi, l’andamento dell’inverno mostra un quadro piuttosto chiaro:

  • Dicembre è stato più caldo della media di +2,9 °C

  • Gennaio è risultato quasi nella norma con +0,2 °C

  • Febbraio ha registrato l’anomalia maggiore con +3,1 °C

Un trend che conferma come anche nelle vallate alpine, tradizionalmente più fredde, si stiano registrando stagioni invernali sempre più miti.

Piogge nella norma ma inverno diviso in due

Dal punto di vista delle precipitazioni, la stagione invernale è risultata complessivamente in linea con la media climatica, con un lieve deficit del 2%.

Analizzando però i singoli mesi emerge un inverno “a due velocità”:

  • dicembre è stato molto secco con precipitazioni inferiori alla media del 31%,

  • gennaio ha registrato un deficit del 17%,

  • febbraio, al contrario, è stato piuttosto piovoso con +45% di precipitazioni rispetto alla media.

Neve irregolare, ritorno anche nei fondovalle

Per quanto riguarda la neve, la stagione ha visto episodi distribuiti in modo irregolare.

A dicembre le nevicate più consistenti si sono verificate il 16 dicembre, con quota neve tra 1200 e 1600 metri, e tra il 24 e il 25 dicembre, quando gli accumuli hanno interessato Alpi e Prealpi fino a quote comprese tra 600 e 1200 metri.

Nel mese di gennaio gli eventi principali si sono verificati tra il 24 e il 25, con neve inizialmente fino a 300 metri, poi risalita fino a 900 metri, e il 28 gennaio con limite intorno ai 700 metri.

Febbraio ha riportato nevicate più diffuse, in particolare il 13 e 14 febbraio con quota neve intorno ai 1000 metri. Il 19 febbraio, grazie a temperature più basse, la neve è tornata anche nei fondovalle valtellinesi tra i 200 e i 400 metri di quota.

Neve anche durante le gare olimpiche

Le località valtellinesi coinvolte nelle Olimpiadi invernali hanno registrato nevicate significative proprio nel mese di febbraio.

Tra il 6 e il 22 febbraio, periodo delle competizioni, Livigno (1850 metri) ha accumulato circa 35 centimetri di neve fresca, mentre sulla celebre pista Stelvio di Bormio, a quota 2000 metri, gli accumuli hanno raggiunto 30 centimetri.

I dati confermano dunque una tendenza ormai evidente anche nelle zone alpine della Lombardia: inverni più caldi della media e sempre più variabili dal punto di vista delle precipitazioni.

Un fenomeno che in Valtellina si traduce in stagioni caratterizzate da forti escursioni termiche, neve irregolare e periodi di caldo anomalo anche nei mesi tradizionalmente più freddi.