Sondrio

Le Alpi di Alfredo Corti arrivano in Romania: a Brasov il dialogo tra memoria e futuro della montagna

Inaugurata al Museo Olimpia la mostra nata dalla collaborazione tra Comune di Sondrio, Cast, Cai e realtà impegnate nello studio del paesaggio alpino.

Le fotografie storiche di Corti messe a confronto con immagini contemporanee degli stessi luoghi.

Redazione VN – 28 Settembre 2026 09:45

Sondrio, Centro Valtellina, Cultura

SONDRIO – Mettere una montagna di ieri davanti alla stessa montagna di oggi, lasciando che siano le immagini a raccontare cosa è cambiato. Nasce da questa idea la mostra “Le Alpi di Alfredo Corti. Memoria del paesaggio. Futuro della montagna”, inaugurata il 21 settembre al Museo Olimpia di Brasov, in Romania, prima tappa di un progetto internazionale che unisce Sondrio e la Transilvania.

L’esposizione mette in dialogo le fotografie storiche di Alfredo Corti, alpinista, fotografo e studioso delle Alpi, con immagini contemporanee degli stessi paesaggi, costruendo un confronto diretto tra la montagna documentata nel passato e quella che oggi si presenta agli occhi di escursionisti, studiosi e visitatori.

Il progetto è stato realizzato dal Comune di Sondrio, attraverso il Cast – Castello delle storie di montagna, in collaborazione con il Cai, Enrico “Beno” Benedetti, Alex Paganoni, Gabriele Erba, Sebastiano Erba e il Servizio Glaciologico Lombardo.

La mostra propone un viaggio attraverso oltre un secolo di immagini e di storia delle Alpi. Le fotografie di Corti non vengono presentate soltanto come testimonianze di un’epoca, ma come strumenti capaci di leggere il presente. Accostate alle immagini realizzate oggi sugli stessi versanti e sulle stesse cime, permettono infatti di cogliere con immediatezza le trasformazioni del paesaggio.

Particolare attenzione è riservata ai ghiacciai e alla loro evoluzione. Le immagini storiche vengono affiancate da fotografie contemporanee e dai contributi del Servizio Glaciologico Lombardo e di Enrico Benedetti, Gabriele Erba e Sebastiano Erba. Il confronto visivo diventa così anche uno strumento di ricerca: ciò che Corti fissò nelle sue fotografie torna oggi come termine di paragone per osservare arretramenti, mutamenti e trasformazioni dell’ambiente alpino.

L’iniziativa rientra nelle collaborazioni internazionali sviluppate dal Comune di Sondrio attraverso Assomidop, IAMF e l’Alpin Mountain Festival di Brasov, e dai Musei Civici attraverso l’International Mountain Museums Alliance e il Museo Olimpia.

L’obiettivo è mettere in relazione istituzioni museali, enti di ricerca, associazioni e realtà impegnate nella valorizzazione della cultura della montagna. «Come Amministrazione comunale crediamo molto nell’internazionalizzazione e nell’apertura verso altre culture – sottolinea l’assessore alla Cultura, Educazione e Istruzione Marcella Fratta –. Questo è il risultato del nostro essere presenti come associazione Assomidop nell’associazione internazionale IAMF e come Musei civici in IMMA».

Una collaborazione che non si esaurirà con l’esposizione in Romania. «Durante Sondrio Festival, a novembre, ospiteremo una mostra curata dal Museo Olimpia di Brasov e abbiamo contribuito ad arricchire l’Alpin Mountain Festival di Brasov con la mostra su Alfredo Corti, ponendo a confronto la sua visione delle montagne con foto scattate sulle stesse cime da Beno, Alex Paganoni, Gabriele Erba e Sebastiano Erba».

Nel progetto convivono dunque memoria, ricerca e divulgazione. «È un modo per celebrare la passione per l’alpinismo, le bellezze delle nostre Alpi e mettere in guardia sui cambiamenti dovuti al cambiamento climatico», prosegue Fratta. La fotografia, in questo senso, diventa non soltanto racconto estetico ma vero e proprio documento del territorio. «Crediamo in questo genere di iniziative come strumento educativo, come stimolanti occasioni per la promozione di comportamenti rispettosi dell’ambiente e come invito alla ricerca continua».

Alla presentazione della mostra a Brasov erano presenti Marcella Fratta, in qualità di presidente di Assomidop e in rappresentanza del Comune di Sondrio, il vicepresidente Angelo Schena per il Cai, il direttore del Museo Nicolae Pepene, il console onorario per l’Italia Emanuele Bagnasco e Ioana Schiopiu, che ha curato l’allestimento.

All’inaugurazione hanno partecipato cittadini di Brasov, italiani residenti nella città della Transilvania e turisti di diverse provenienze. «La calorosa accoglienza ci ha commosso – racconta ancora Fratta –. Anche l’Istituto Italiano di Cultura di Bucarest ha riportato la presenza di ospiti italiani a Brasov facendo riferimento alla mostra».

Ora lo sguardo è già rivolto al futuro. «Confidiamo nella collaborazione del Cai per poter proporre le foto dell’Archivio Corti anche a Sondrio nel 2027».

Dopo il debutto rumeno, il progetto potrebbe quindi tornare là dove quelle immagini affondano le proprie radici, riportando a Sondrio il confronto tra le Alpi di Corti e quelle di oggi.

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