MILANO – Un viaggio attraverso l’identità alpina lombarda, tra storia dello sport, ingegno artigianale e tradizioni di montagna. È questo il cuore della mostra “Maestose Montagne Lombarde. Un viaggio tra cime e meraviglie”, inaugurata a Palazzo Pirelli nel pieno dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026.
L’esposizione, ospitata nello Spazio Eventi del grattacielo simbolo della Regione Lombardia, si inserisce nel programma dell’Olimpiade Culturale e racconta l’evoluzione delle montagne lombarde attraverso materiali, oggetti e testimonianze che vanno dal primo Novecento all’era contemporanea. Tra i partner anche il Museo dello Sci e della Montagna di Aprica, che ha contribuito all’allestimento con pezzi e contenuti legati alla tradizione valtellinese.
L’esposizione guida i visitatori in un percorso che attraversa la storia dell’alpinismo e degli sport invernali lombardi, evidenziando anche l’evoluzione tecnologica dei materiali: dal ferro all’alluminio fino al carbonio. In mostra compaiono sci in legno d’inizio Novecento, caschi in pelle del dopoguerra e le celebri tute della “Valanga Azzurra”, simbolo dell’epopea dello sci italiano degli anni Settanta.
Accanto ai cimeli sportivi, trovano spazio pezzi iconici della cultura ciclistica alpina, come la Cinelli Rampichino del 1985 – considerata la prima mountain bike italiana – e la Cinelli “Il Passatore”, precorritrice del concetto di gravel. Documenti rari e materiali d’archivio, dalle planimetrie ottocentesche della salita al Ghisallo alle memorabilia olimpiche di Cortina 1956 e Innsbruck 1976, completano il racconto.
Il percorso espositivo non si limita alla dimensione sportiva: la montagna emerge anche come patrimonio culturale e gastronomico. In questo senso si inserisce la partecipazione dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio, custode di uno dei simboli culinari della Valtellina.
A rappresentare il presente e il futuro dello sport lombardo è invece la scarpa da pattinaggio del giovane talento Nikolay Memola, segno della continuità tra tradizione e nuove generazioni di atleti impegnati proprio nei giorni olimpici.
«Inaugurare questa mostra mentre i Giochi sono in pieno svolgimento ha un valore simbolico altissimo – ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Federico Romani –. Raccontiamo ciò che rende possibili le emozioni olimpiche: le nostre montagne e la loro identità».
La rassegna è promossa dall’associazione culturale Radici del Futuro di Monza, con la collaborazione del Museo della Bicicletta di Concorezzo, dell’azienda Colmar e del Museo dello Sci e della Montagna di Aprica. Testimonial d’eccezione l’ex campione della Valanga Azzurra Piero Gros, oro olimpico nello slalom speciale a Innsbruck 1976.
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 6 marzo con ingresso libero, offrendo ai visitatori – lombardi e internazionali – l’occasione di scoprire come le montagne della regione abbiano contribuito a costruire una cultura sportiva e sociale che ancora oggi sostiene l’eredità dei Giochi.
Un omaggio alle vette lombarde che, tra storia e innovazione, continuano a essere il cuore identitario di un territorio proiettato nel futuro.