Sondrio

Miniere dismesse, nuova frontiera del turismo: anche Sondrio punta sulla valorizzazione

Investimenti per oltre 7 milioni di euro e nuovi modelli di turismo esperienziale.

In Valtellina cresce l’attesa per la riapertura della Bagnada di Lanzada e lo sviluppo dei siti.

Redazione VN – 27 Marzo 2026 10:11

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

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SONDRIO – Da luoghi di lavoro e fatica a mete di scoperta e turismo: le miniere dismesse della Lombardia si candidano oggi a diventare una delle più originali forme di turismo esperienziale, con importanti prospettive anche per il territorio di Sondrio.

È quanto emerso dal convegno regionale dedicato alla creazione di una rete delle miniere turistiche, promosso da Regione Lombardia insieme a enti scientifici e professionali, che ha evidenziato il potenziale di questi siti come nuove destinazioni culturali, ambientali e didattiche.

In questo scenario, la Valtellina si prepara a giocare un ruolo significativo, grazie alla miniera della Bagnada di Lanzada, uno dei principali siti del territorio, la cui riapertura è prevista nell’estate 2026. Un progetto che si inserisce in una strategia più ampia di recupero e valorizzazione del patrimonio minerario, con l’obiettivo di trasformare luoghi storicamente legati all’industria estrattiva in attrattori turistici e culturali.

Regione Lombardia ha già stanziato oltre 7 milioni di euro per finanziare 15 interventi su siti minerari dismessi, puntando a creare una rete integrata capace di attrarre visitatori italiani e stranieri. Come ha sottolineato l’assessore Giorgio Maione, la valorizzazione di questi luoghi ha anche un forte valore identitario: “La tutela dei siti minerari dismessi vuole restituire alle nuove generazioni la memoria dei luoghi che hanno plasmato le nostre valli”.

Un approccio che unisce conservazione storica, sviluppo turistico e sostenibilità.

Le miniere non rappresentano solo un’eredità industriale, ma raccontano il rapporto tra uomo, lavoro e ambiente, come evidenziato dagli esperti durante il convegno. La Lombardia, tra le prime regioni in Italia a dotarsi di una normativa specifica, ha costruito negli anni una cornice legislativa che favorisce il recupero dei siti e la nascita di parchi geominerari, integrando tutela e fruizione turistica.

I dati regionali confermano il trend positivo: il turismo legato all’archeologia industriale è in costante crescita, con incrementi tra il 10% e il 20% annuo nei siti già attrezzati. Il pubblico è sempre più variegato: famiglie, scuole, escursionisti e turisti stranieri, attratti da esperienze autentiche e immersive.

Per il territorio di Sondrio, la valorizzazione delle miniere rappresenta una nuova opportunità di sviluppo, capace di integrare l’offerta turistica tradizionale con proposte legate alla cultura, alla storia e alla natura. La sfida sarà quella di trasformare questi luoghi in spazi vivi e accessibili, mantenendo intatto il loro valore identitario.

Un percorso che guarda al futuro senza dimenticare il passato, con l’obiettivo di rendere le miniere valtellinesi non solo testimonianze storiche, ma veri protagonisti di un turismo innovativo e sostenibile.