Sondrio

Olimpiadi 2026, il bilancio sanitario: ATS della Montagna protagonista

Controlli, prevenzione e assistenza durante tutto il periodo olimpico tra Bormio e Livigno.

Il sistema sanitario territoriale ha garantito vigilanza e supporto grazie alla collaborazione tra enti e istituzioni.

Redazione VN – 5 Marzo 2026 12:10

Sondrio, Centro Valtellina, Sanità

ATS-MONTAGNA_OLIMPIADI

SONDRIO – Con la conclusione delle competizioni è tempo di tirare le somme anche per il sistema sanitario coinvolto nelle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. In Valtellina, territorio che ha ospitato alcune delle gare più attese dei Giochi grazie alle sedi di Bormio e Livigno, l’impegno delle istituzioni e degli enti sanitari è stato significativo per garantire sicurezza, assistenza e continuità dei servizi durante l’intero evento.

Le settimane olimpiche hanno richiesto un’organizzazione articolata, capace di gestire l’arrivo di migliaia di atleti, operatori, tecnici e spettatori provenienti da tutto il mondo. In questo contesto si è inserita l’attività di ATS della Montagna, che su indicazione di Regione Lombardia ha svolto un ruolo centrale nelle attività di prevenzione e vigilanza sanitaria.

Il cuore delle attività sanitarie di prevenzione è stato il presidio attivato presso la Casa di Comunità di Bormio, dove per tutta la durata delle Olimpiadi hanno operato quattro professionisti dedicati alle attività di salute pubblica e prevenzione.

Il personale del Dipartimento di Prevenzione e Igiene Sanitaria (DIPS) ha svolto quotidianamente interventi di monitoraggio e controllo per garantire il rispetto degli standard igienico-sanitari in un contesto di grande afflusso turistico. Tra le principali attività rientravano:

  • controlli nelle strutture ricettive del territorio;

  • verifica della qualità delle acque;

  • monitoraggio delle condizioni igienico-sanitarie;

  • attività di vigilanza e intervento in caso di necessità.

Un lavoro spesso poco visibile al grande pubblico ma essenziale per assicurare il corretto funzionamento del sistema sanitario durante un evento di portata internazionale.

L’impegno di ATS della Montagna non si è limitato alle settimane olimpiche. Nelle fasi precedenti all’evento l’Agenzia è stata coinvolta in un intenso lavoro tecnico e organizzativo, in particolare per quanto riguarda l’accreditamento delle strutture sanitarie dedicate ai Giochi.

In questa attività ATS ha operato in stretta collaborazione con diversi soggetti del sistema sanitario lombardo. In particolare:

  • con l’Ospedale Niguarda per i presidi sanitari attivati a Bormio e Livigno;

  • con ASST Valtellina e Alto Lario per il presidio sanitario di Sondalo.

Questa rete di collaborazione ha consentito di costruire un sistema sanitario integrato capace di rispondere alle esigenze di un evento complesso come quello olimpico.

A tracciare un primo bilancio dell’impegno sanitario è la direttrice generale di ATS della Montagna, Monica Anna Fumagalli, che sottolinea il lavoro di squadra svolto durante i Giochi.

«Sul fronte sanitario, per quanto di nostra competenza – afferma – l’evento è stato gestito con grande spirito di collaborazione, operando con efficienza e senso di responsabilità. Siamo orgogliosi di aver contribuito alla buona riuscita delle Olimpiadi e ringrazio gli operatori dell’Agenzia per il lavoro svolto».

Le Olimpiadi 2026 hanno rappresentato per la Valtellina non solo un evento sportivo di grande prestigio, ma anche un banco di prova organizzativo per il sistema sanitario territoriale.

L’esperienza maturata nella gestione di servizi, controlli e prevenzione in un contesto internazionale lascia in eredità competenze, modelli organizzativi e collaborazioni istituzionali che potranno rivelarsi preziose anche per il futuro della sanità locale e per l’accoglienza di grandi eventi sul territorio.