Sondrio

Olimpiadi 2026, maxi dispositivo dei Vigili del Fuoco in Valtellina

Cento unità al giorno tra Bormio e Livigno, elicotteri dedicati e squadre specializzate per garantire sicurezza durante i Giochi.

Imponente piano di potenziamento operativo che riguarda anche l’area urbana di Milano.

Redazione VN – 6 Febbraio 2026 10:12

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

Vigili del Fuoco
(foto archivio)

SONDRIO – La sicurezza delle Olimpiadi invernali passa anche, e soprattutto, dalla montagna. In Valtellina, cuore alpino dei Giochi, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco ha predisposto un dispositivo straordinario capace di operare contemporaneamente in contesti molto diversi: dalle metropoli ai pendii innevati, dalle grandi cerimonie alle valli più isolate.

Il coordinamento generale è affidato alla Direzione regionale lombarda, in costante collegamento con i comandi territoriali e i centri interforze. L’obiettivo dichiarato è chiaro: garantire la massima protezione ad atleti, delegazioni internazionali e pubblico, senza ridurre la capacità di risposta al soccorso ordinario.

In Valtellina il rafforzamento sarà continuo per tutta la durata delle Olimpiadi, con circa cento vigili del fuoco al giorno distribuiti soprattutto tra Bormio e Livigno. Qui opereranno non solo squadre ordinarie, ma anche nuclei altamente specializzati: operatori SAF per interventi su neve e ghiaccio, unità con motoslitte e quad, autogrù, mezzi movimento terra e veicoli elitrasportabili pronti a raggiungere zone impervie o isolate.

Grande attenzione è riservata anche ai collegamenti stradali tra Milano e le vallate alpine. Presidi fissi saranno attivati a Bellano, Morbegno, Tirano e Valdisotto, così da assicurare interventi rapidi anche in caso di chiusure o criticità lungo le principali arterie di accesso. Proprio per superare eventuali “effetti barriera” causati da frane, neve o traffico intenso, è stato predisposto un doppio assetto di elicotteri: uno basato a Malpensa, l’altro direttamente a Livigno.

Il potenziamento non riguarda solo la montagna. Nel Milanese sono previste circa duecento unità aggiuntive al giorno tra presidio urbano, vigilanza durante le competizioni e supporto alle grandi cerimonie, compresa quella inaugurale allo stadio di San Siro. Complessivamente, nel periodo olimpico si stima un impiego superiore alle 250 unità quotidiane su scala regionale, con turnazioni fino a 24 ore e il coinvolgimento di personale proveniente da tutti i comandi lombardi e, in parte, anche da altre regioni italiane.

Il parco mezzi è stato ulteriormente rinforzato con autopompe, autoscale e autogrù di nuova generazione, veicoli NBCR per la gestione di rischi chimici, biologici e radiologici, pick-up per interventi rapidi in caso di incendio, laboratori mobili, sistemi di telecomunicazione satellitare e apparecchiature per la localizzazione dei telefoni cellulari nelle ricerche di persone disperse.

Accanto alla tecnologia, c’è l’attenzione al fattore umano. In Valtellina, dove le temperature invernali possono essere estreme, il personale è stato dotato di equipaggiamenti termici e dispositivi di protezione individuale specifici, mentre le soluzioni logistiche per vitto, alloggi e spostamenti sono state studiate per garantire comfort e sostenibilità dei turni di servizio.

Un apparato imponente che racconta quanto la provincia di Sondrio sia centrale nella macchina olimpica. Tra piste da sci, vallate e collegamenti alpini, la Valtellina sarà uno dei territori più sorvegliati d’Italia: un presidio silenzioso ma fondamentale affinché lo spettacolo dei Giochi possa svolgersi in sicurezza, sotto il segno dell’efficienza e della prevenzione.