Un risultato che, pur con il valore indicativo di un sondaggio social, fotografa una tendenza significativa nel comparto agroalimentare e nella ristorazione lombarda, proprio mentre la regione è al centro dell’attenzione internazionale per i Giochi Olimpici invernali. «Un semplice indicatore di tendenza», lo definisce il team social regionale, ma capace di raccontare l’attrattività crescente della cucina locale tra visitatori e media stranieri.
Il successo dei pizzoccheri, del resto, trova conferme anche fuori dai social. Giornalisti internazionali presenti in Valtellina li hanno celebrati come simbolo gastronomico del territorio, mentre personalità dello sport e dello spettacolo li hanno scelti per festeggiare vittorie e soggiorni sulle Alpi lombarde. Un’eco che contribuisce a rafforzare l’immagine della valle come destinazione non solo sportiva ma anche enogastronomica.
La promozione culinaria si intreccia con i numeri record dei Giochi in Lombardia. L’amministratore delegato di Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, ha ricordato come il 64% dei biglietti venduti riguardi gare disputate nella regione, con percentuali altissime nelle discipline di punta: sold out per lo sci alpinismo a Bormio, 95% per lo speed skating, 94% per lo short track, oltre il 90% per pattinaggio e hockey. In Valtellina, il 94% dei posti è stato venduto per lo sci alpino, mentre snowboard e freestyle registrano comunque percentuali elevate.
Anche l’audience globale conferma la portata dell’evento: nella prima settimana dei Giochi l’account ufficiale olimpico ha raggiunto 7,4 miliardi di menzioni sui social. Un’onda mediatica che coinvolge inevitabilmente anche la cultura gastronomica locale, trasformando piatti come i pizzoccheri in veri ambasciatori del territorio.
Tra sport, turismo e sapori, la Valtellina consolida così il proprio ruolo nel panorama internazionale: una terra che conquista con le piste e con la tavola, dove tradizione e accoglienza diventano parte integrante dell’esperienza olimpica.