Sono infatti 31 le richieste presentate dagli enti pubblici e dai gestori privati valtellinesi, per un importo complessivo ammissibile che supera i 6,8 milioni di euro. Di queste, 24 sono state finanziate, con un contributo regionale che ammonta a 2.903.062,80 euro.
La mappa degli interventi tocca buona parte delle valli alpine. A guidare la classifica dei contributi concessi è Chiesa in Valmalenco, che con sei domande ottiene complessivamente oltre 542 mila euro. Seguono Valfurva con più di 455 mila euro e Fusine, che riceve il contributo massimo di 300 mila euro per un singolo intervento.
Importanti risorse arrivano anche a Novate Mezzola (circa 285 mila euro), Ardenno (oltre 270 mila euro), Val Masino (circa 241 mila euro), Lanzada – protagonista con cinque progetti – e ancora Aprica, Campodolcino e Teglio.
Nel complesso, gli interventi riguardano quasi esclusivamente opere di ristrutturazione e risanamento, finalizzate a migliorare accoglienza, sicurezza ed efficienza energetica dei rifugi, elementi chiave per una fruizione sostenibile dell’ambiente alpino.
L’incremento delle risorse è stato accolto con soddisfazione dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Piccoli Comuni Massimo Sertori, che ha spiegato le ragioni della scelta.
«Grazie a queste nuove ed ulteriori risorse regionali – ha dichiarato – incrementeremo la dotazione finanziaria del bando andando a finanziare tutti gli interventi ammessi in graduatoria». Un segnale di continuità nell’azione della Regione: «Quello dei rifugi è un settore importante e strategico, per il quale il mio assessorato ha investito molto e continuerà a farlo». Sertori ha sottolineato anche il valore in termini di sicurezza e attrattività: «Sostenere concretamente i rifugi significa dare un servizio ai tanti appassionati di montagna. Avere punti di riferimento come rifugi e bivacchi aumenta la sicurezza nella fruizione e fornisce un supporto fondamentale, soprattutto considerando che la montagna può cambiare rapidamente dal punto di vista meteorologico».
Per la Valtellina, che sta vivendo l’appuntamento olimpico del 2026 e punta sempre più su un turismo lento e consapevole, il potenziamento delle strutture d’alta quota rappresenta un tassello strategico.
Rifugi rinnovati e più efficienti significano non solo maggiore sicurezza per escursionisti e alpinisti, ma anche nuove opportunità economiche per le comunità locali, in un equilibrio tra tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile che resta centrale nelle politiche regionali per la montagna.