Sondrio

Sicurezza sul lavoro, a Sondrio infortuni in aumento del 5,4%

Nei primi sei mesi del 2026 sono state 1.161 le denunce di infortunio in provincia, contro un anno prima.

Nessun caso mortale segnalato nel semestre, mentre le malattie professionali passano a 38.

Federica Lassi – 17 Agosto 2026 13:08

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Sicurezza lavoro caschetto

SONDRIO – Crescono gli infortuni sul lavoro anche in provincia di Sondrio. Nei primi sei mesi del 2026 le denunce sono state 1.161, con un aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato emerge dal secondo rapporto mensile di UIL Lombardia su infortuni, morti sul lavoro e malattie professionali, elaborato sui dati provvisori INAIL aggiornati al 30 giugno e pubblicati il 3 agosto.

Il quadro provinciale presenta però due elementi distinti. Da un lato, nel semestre non risultano denunce con esito mortale, contro una registrata nello stesso periodo del 2025. Dall’altro, si registra una crescita molto marcata delle malattie professionali, che arrivano a 38 denunce, con un incremento del 111,1% su base annua. Un aumento che colloca Sondrio tra i territori con la crescita percentuale più significativa sul fronte delle patologie legate al lavoro, pur partendo da numeri assoluti contenuti.

Il dato valtellinese si inserisce in un quadro regionale che vede un incremento diffuso delle denunce. In Lombardia, tra gennaio e giugno 2026, gli infortuni complessivi sono stati 60.532, contro i 56.641 dell’anno precedente, pari a un +6,9%. Crescono anche gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro (+7%) e quelli in itinere (+6%). A livello regionale, le denunce con esito mortale sono invece passate da 78 a 75, con una diminuzione del 3,8%. UIL sottolinea però come il dato non possa essere letto come un risultato consolidato: si tratta infatti di 75 denunce mortali in sei mesi, una ogni 2,4 giorni.

Ancora più evidente è l’aumento delle malattie professionali in Lombardia: 2.865 denunce, l’11,8% in più rispetto alle 2.562 dello stesso periodo del 2025.

Nel rapporto UIL viene inoltre ricordato che si tratta di dati ufficiali ma ancora provvisori e che le denunce non coincidono automaticamente con i casi riconosciuti in via definitiva. Allo stesso modo, i valori assoluti non rappresentano da soli un tasso di rischio, che richiederebbe il confronto con il numero degli occupati o delle ore lavorate.

«I dati del primo semestre confermano che in Lombardia la sicurezza non può essere governata per emergenze», afferma Vittorio Sarti, segretario confederale UIL Lombardia con delega a Salute e sicurezza. «Gli infortuni aumentano in tutte le province, le malattie professionali crescono a doppia cifra e settantacinque denunce mortali in sei mesi restano una ferita inaccettabile».

Tra le richieste del sindacato ci sono un piano regionale interistituzionale con obiettivi misurabili, il rafforzamento degli organici nei servizi di prevenzione e nell’Ispettorato, maggiore trasparenza sui risultati dei controlli e un coinvolgimento più forte dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Per la provincia di Sondrio, il dato che più colpisce resta dunque il doppio segnale del semestre: infortuni in crescita e forte aumento delle malattie professionali, a fronte dell’assenza, nei dati INAIL provvisori, di denunce mortali tra gennaio e giugno 2026.

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