Sondrio

Soccorso alpino, il bilancio 2025: più incidenti e più soccorsi anche in Valtellina

Nel 2025 registrati 1490 interventi in Lombardia, Sondrio e provincia tra i territori più impegnati.

“L’aumento degli interventi implica un carico operativo crescente”, spiega Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS Lombardo..

Lorenzo Colombo – 18 Gennaio 2026 08:20

Sondrio, Centro Valtellina, Montagna

Soccorso Alpino CNSAS

SONDRIO – Gli interventi del Soccorso alpino e speleologico lombardo continuano a crescere e il 2025 segna numeri che confermano una tendenza ormai strutturale, con un impatto diretto anche sul territorio di Sondrio e sull’intera area valtellinese. In tutta la Lombardia, gli interventi effettuati con il coinvolgimento delle squadre territoriali sono stati 1490, in aumento rispetto ai 1259 del 2024; le persone soccorse sono state complessivamente 1986. Il confronto con gli anni precedenti restituisce un quadro chiaro: 1390 interventi nel 2023 e 1314 nel 2022.

Sul piano delle Delegazioni, la VII Valtellina – Valchiavenna, che comprende anche la provincia di Sondrio, ha registrato 336 interventi, un dato che colloca l’area tra le più impegnate della regione. Seguono la XIX Lariana con 573 interventi, la V Bresciana con 308 e la VI Orobica con 270. A questi si aggiungono tre interventi di soccorso speleologico effettuati dalla IX Delegazione speleologica regionale.

Soccorso Alpino CNSAS

Nel corso del 2025 le persone decedute sono state 99. Il dato comprende gli incidenti avvenuti in montagna, in forra, in ambiente ipogeo e anche casi riconducibili ad altre cause, come eventi medici acuti. Negli anni precedenti i decessi erano stati 85 nel 2024, 92 nel 2023 e 78 nel 2022. Le ricerche di persone disperse sono state invece 127.

Il CNSAS Lombardo opera negli interventi di carattere tecnico-sanitario in ambiente impervio, in stretto coordinamento con il sistema dell’emergenza urgenza sanitaria, rappresentato in Lombardia da AREU, dai servizi di elisoccorso e dalle centrali del numero unico di emergenza 112. Il Corpo è riconosciuto come soggetto di riferimento attraverso una specifica convenzione e si occupa del soccorso di persone infortunate o in pericolo di vita, della ricerca dei dispersi e del recupero in montagna, in ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio regionale. Accanto ai tecnici operano anche medici e infermieri altamente specializzati, certificati dalle Scuole del CNSAS e abilitati a lavorare in contesti complessi.

Gianluca Crotta
Gianluca Crotta

L’impegno operativo è stato significativo: nel 2025 sono stati 8930 i soccorritori coinvolti negli interventi, per un totale di 29.924 ore uomo distribuite su 5471 giornate. “L’aumento degli interventi, costante da anni, implica un carico operativo crescente e sempre più strutturato”, sottolinea Gianluca Crotta, vicepresidente del CNSAS Lombardo. “Dall’analisi della tipologia di interventi emergono cause quali ritardo, perdita di orientamento, impreparazione fisica e tecnica, attrezzatura inadeguata, mancata pianificazione dell’itinerario. Una tendenza che sta diventando più marcata, soprattutto dal periodo successivo alla pandemia del 2020”. Crotta richiama anche l’attenzione sull’uso dei social network: “Spesso si vedono foto, video e commenti su itinerari che sembrano facili ma non sono affatto alla portata di tutti. L’emulazione poi attira persone che non sono in grado di fare quel tipo di percorso o di esperienza”. Da qui l’appello alla prevenzione: preparazione, scelta di itinerari adeguati, verifica di meteo e bollettini e una formazione curata, anche con il supporto delle guide alpine e del CAI. “Considerata la mole di lavoro svolta nel 2025 – conclude – il nostro grazie va a ciascun soccorritore, per la presenza costante, la competenza e la disponibilità, giorno e notte, in un servizio reso alla comunità”.

Soccorso Alpino CNSAS

Nel dettaglio delle cause degli incidenti, 303 interventi sono stati legati a cadute, inciampi o scivolate sul posto; 298 a condizioni fisiche o psicofisiche; 205 a cadute dall’alto in scarpate, pendii o precipizi. Seguono ritardi (125), perdita di orientamento (117) e impedimenti lungo percorsi e itinerari (53). Tra le attività praticate, l’escursionismo resta la principale con 803 interventi, seguito da attività turistiche e ricreative, raccolta funghi, alpinismo, progressione in montagna, mountain bike ed e-bike, sci alpinismo e altre discipline.

Domenica 18 gennaio, su tutto il territorio nazionale, è in programma la giornata dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale “SICURI in MONTAGNA d’inverno”, inserita nel progetto permanente “Sicuri in montagna” promosso dal Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico insieme al CAI. Un appuntamento che punta a rafforzare la cultura della sicurezza, tema centrale anche per le montagne della provincia di Sondrio.