Sondrio

Sondrio Festival compie 40 anni, registi da tutto il mondo al Teatro Sociale

Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, si prepara a celebrare la sua quarantesima edizione.

L'inaugurazione il 26 novembre.

Redazione VN – 17 Ottobre 2026 09:33

Sondrio, Centro Valtellina, Cultura

SONDRIO –  La natura raccontata attraverso lo sguardo dei documentaristi di tutto il mondo, tra biodiversità, cambiamenti climatici e sfide per la conservazione degli ecosistemi. Sondrio Festival, la Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi, si prepara a celebrare la sua quarantesima edizione con un programma che riunirà al Teatro Sociale autori e professionisti della documentaristica naturalistica provenienti da diversi Paesi.

A sei settimane dall’inaugurazione, fissata per il 26 novembre, la rassegna anticipa alcuni dei protagonisti dell’edizione speciale. La presentazione ufficiale del programma è invece in calendario per il 28 ottobre. Tra gli appuntamenti annunciati spicca il ritorno alle origini del festival, con la proiezione fuori concorso di “L’avvoltoio fulvo”, il documentario che nel 1987 conquistò il primo premio “Città di Sondrio”.

Per l’occasione sarà presente il regista francese Christian Ringeval, oggi ottantaduenne, che raggiungerà Sondrio dalla Francia, dove vive. Il film, realizzato insieme al collega Jean Cedet e prodotto dal Parco Nazionale dei Pirenei, è dedicato a uno dei più grandi uccelli d’Europa, presente con un’importante colonia sulla catena montuosa che separa Francia e Spagna.

La proiezione offrirà anche l’occasione per ripercorrere quarant’anni di evoluzione del documentario naturalistico. All’inizio la manifestazione accoglieva esclusivamente produzioni girate in Europa; nel tempo, la tecnica e il linguaggio cinematografico hanno trasformato un genere fondato sull’osservazione in un’esperienza visiva, sonora e narrativa sempre più immersiva e tecnologicamente avanzata.

Nel corso delle edizioni sono stati presentati oltre 400 filmati naturalistici, ambientati nei cinque continenti e dedicati a migliaia di specie animali e vegetali, oltre che agli ecosistemi che sostengono la vita sul pianeta. Un patrimonio di immagini che ha contribuito a portare all’attenzione del pubblico anche le principali minacce ambientali, dai cambiamenti climatici alla perdita degli habitat, fino all’inquinamento.

È questo uno dei contributi che Sondrio Festival rivendica nel suo percorso: coniugare la meraviglia per la natura con la consapevolezza dei rischi che ne compromettono gli equilibri, coinvolgendo spettatori adulti e bambini.

Saranno 14 i documentari selezionati dal Comitato scientifico per la selezione ufficiale. Tra i registi attesi, otto hanno già confermato la propria partecipazione, portando a Sondrio storie e prospettive che attraversano diversi continenti.

Dalla Germania arriverà Uwe Müller, autore pluripremiato che ha documentato l’impatto degli incendi in diverse parti del mondo, dalla California alla Grecia e alla Germania, interrogandosi sulle possibilità di rigenerazione delle foreste devastate dalle fiamme. Presenterà “300ºC – What comes after the Forest Fire?”.

Il pubblico sarà accompagnato anche nella remota isola di Lord Howe, nel mar di Tasmania, tra Australia e Nuova Zelanda. È qui che Florian Guthknecht, autore di “Lord Howe Island – Reset in Paradise”, racconta la rinascita di un ecosistema attraverso un progetto di eradicazione delle specie invasive.

Ancora dalla Germania arriva Heribert Schöller, che con “Die Abruzzen” porta sullo schermo i paesaggi dell’Abruzzo, dove l’ambiente mediterraneo incontra l’alta montagna. Il documentario segue camosci, cervi, lupi e uccelli alle prese con i ritmi delle stagioni.

La biodiversità delle 7.500 isole che compongono le Filippine è invece al centro di “Wild Philippines”, che sarà presentato dai registi tedeschi Stephen Krasser e Johannes Berger.

Sono già noti al pubblico del festival anche i nomi del norvegese Asgeir Helgestad, regista, e della produttrice Ageliki Lefkaditou, premiati nel 2024 per “Il richiamo della natura”. Almeno uno dei due sarà presente per introdurre “Frost without Snow and Ice”, girato alle Svalbard, tra i territori abitati più settentrionali del pianeta.

Tre gli autori italiani attesi. Federico Santini, toscano, presenterà “Equilibrio”, documentario ambientato in Maremma che affronta il tema della convivenza tra allevamento e presenza del lupo. Marco Tessaro, varesino e frequentatore abituale della manifestazione, porterà invece “Lasciamola migrare!”, dedicato al lungo viaggio dell’anguilla europea, specie drasticamente diminuita negli ultimi decenni, e al progetto Lifeel, impegnato nella sua salvaguardia.

Completa il gruppo Mattia Nocciola, videomaker e fotografo residente a Magenta, autore di “Cavalieri delle risaie”. Il filmato racconta la vicenda dei cavalieri d’Italia, uccelli acquatici che tornano dall’Africa per nidificare nelle risaie del Ticino.

Dagli Stati Uniti è atteso infine Rory Banyard, regista e produttore vincitore di numerosi premi. La sua presenza resta da confermare: potrebbe salire sul palco del Teatro Sociale oppure essere rappresentato da un collaboratore per presentare “Ket’niyi”, documentario ambientato in Alaska. Al centro del film ci sono i legami millenari tra i Dena’ina, popolazione locale, e gli elementi naturali del loro territorio: salmoni, orsi, ghiacciai e fiumi.

Le prime conferme delineano così un’edizione speciale, nella quale la dimensione internazionale della rassegna si intreccia con la sua storia. Il quarantesimo anniversario diventa l’occasione per ripercorrere il cammino compiuto dal documentario naturalistico e rilanciare il ruolo di Sondrio come punto d’incontro per autori, storie e temi legati alla conoscenza e alla tutela della natura.

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