Autorità civili, militari e religiose, insieme a rappresentanti delle associazioni degli esuli e a numerosi cittadini, si sono riuniti davanti alla targa affissa nel 2019 sul muro che delimita il lato nord dell’area verde. In quel punto simbolico si sono svolti i discorsi ufficiali ed è stata deposta una corona di alloro, gesto solenne che suggella la partecipazione collettiva della comunità a un momento di raccoglimento e riflessione.
Alla cerimonia ha preso parte anche Lorenzo Galli, coordinatore per la Lombardia dell’Unione degli Istriani, realtà con la quale il Comune di Sondrio ha sottoscritto nel 2021 un protocollo d’intesa. L’accordo mira a promuovere iniziative culturali e incontri pubblici per favorire la conoscenza della tragedia consumatasi sul fronte orientale, con particolare attenzione al coinvolgimento delle giovani generazioni e delle scuole.
Il Giorno del ricordo è stato istituito dallo Stato italiano nel 2004 con l’obiettivo di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra, secondo le stime storiche, le vittime furono circa 20 mila, mentre gli esuli superarono le 250 mila unità.
Dal 2019 anche Sondrio partecipa ufficialmente a questo percorso di memoria condivisa, inserendo la commemorazione nel calendario delle ricorrenze civili cittadine. Un appuntamento che, anno dopo anno, intende ribadire l’importanza di ricordare, comprendere e trasmettere la storia, affinché tragedie simili non vengano dimenticate e possano diventare monito per il futuro.