SONDRIO – Una giornata di studio internazionale tra paesaggi alpini, infrastrutture e comunità locali. Circa 80 studenti provenienti da sette scuole europee sono stati ospiti ieri in Valtellina nell’ambito del progetto “mAIntains mOUntains: Design for Post-Event Mountain Resilience”, coordinato dal Politecnico di Milano – Scuola del Design e inserito nel programma Erasmus+.
L’iniziativa ha trasformato il territorio in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, inaugurando la seconda fase del workshop dopo la tappa iniziale di Varsavia.
Gli studenti hanno svolto attività di osservazione diretta, analisi dei luoghi e raccolta di materiali, iniziando a elaborare prime ipotesi progettuali legate alla resilienza dei contesti montani.
Il tema centrale del progetto riguarda la capacità dei territori alpini di gestire e valorizzare l’eredità dei grandi eventi, con particolare riferimento all’orizzonte delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Ecosistemi, infrastrutture e servizi locali sono stati analizzati come elementi chiave per immaginare strategie sostenibili nel lungo periodo, evitando che l’impatto degli eventi resti confinato alla sola dimensione temporanea.
L’obiettivo è sviluppare visioni progettuali che accompagnino la trasformazione dei territori montani anche nel “dopo evento”, favorendo equilibrio ambientale, qualità della vita e sviluppo locale.
Secondo il coordinatore del corso di studi Francesco Scullica, il design assume in questo contesto un ruolo di connessione tra diverse dimensioni del territorio: spazi, servizi, esperienze e sistemi comunicativi. L’approccio adottato dal workshop è multidisciplinare e integra competenze legate al paesaggio, all’architettura, al prodotto e alla progettazione sociale, con l’intento di leggere la montagna come sistema complesso e interconnesso.
La giornata valtellinese ha permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con le specificità dei contesti alpini: morfologia del territorio, mobilità, turismo, infrastrutture e relazioni tra ambiente naturale e comunità. L’esperienza sul campo ha rappresentato un momento fondamentale del percorso formativo, consentendo di passare dall’analisi teorica alla comprensione concreta dei luoghi e delle dinamiche locali.
Il progetto “mAIntains mOUntains” proseguirà con ulteriori fasi di elaborazione e confronto internazionale, con l’obiettivo di produrre scenari e soluzioni progettuali applicabili ai territori montani europei.
La Valtellina, al centro delle trasformazioni legate ai Giochi 2026, si conferma così terreno privilegiato di studio e sperimentazione, dove università e studenti internazionali lavorano per immaginare una montagna capace di affrontare il futuro in modo sostenibile e resiliente.