MORBEGNO – Settant’anni dopo la sua morte, Ezio Vanoni continua a essere presente nella vita della Valtellina. Il suo nome è sulle targhe di vie, scuole e biblioteche di tutta la provincia di Sondrio. Ma dietro quel nome, soprattutto per le nuove generazioni, quanto è ancora conosciuta la storia dell’uomo, dell’economista e dello statista?
È da questa domanda che prende forma il percorso promosso dal Comitato cittadino Ezio Vanoni di Morbegno, nato per commemorare il 70° anniversario della scomparsa del ministro morbegnese. Dopo il convegno dell’8 maggio, il Comitato ha messo in calendario una serie di iniziative rivolte ai giovani e ai valtellinesi per riportare al centro la figura di Vanoni e il suo rapporto con il territorio d’origine.
Il primo appuntamento è la mostra “Ezio Vanoni in prima pagina”, allestita alla Biblioteca Luigi Credaro di Sondrio, che attraverso giornali, libri e documenti prova a ricostruire la parabola pubblica e politica del ministro.
L’esposizione è stata inaugurata giovedì 1° ottobre nella sala “Giulio Spini”, davanti a numerose autorità e personalità. Erano presenti il sindaco di Morbegno Patrizio Del Nero, il sindaco di Sondrio Marco Scaramellini, l’assessore alla Cultura Marcella Fratta, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Sondrio Paolo Tarabini, il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Sondrio Luca Gadola, la presidente della Società Economica Valtellinese Valeria Caterina Duico, i figli di Giulio Spini e il responsabile della Direzione regionale Lombardia Nord di BPER Banca Luca Roberto Romellini.
Il cuore della mostra sono gli articoli di giornali locali e nazionali provenienti dal Fondo Leoni, che seguono Vanoni dalla nascita e dall’ascesa politica fino alla tragica morte in Senato nel 1956. Accanto alla stampa trovano spazio numerosi libri di e su Vanoni, molti dei quali provenienti dal Fondo Spini, che permettono di approfondirne il pensiero e l’eredità.
A raccogliere e organizzare il materiale sono state le bibliotecarie e curatrici della mostra Mirella Cantini ed Elisa Romegialli, impegnate nella ricerca, nell’allestimento e nella realizzazione delle didascalie che accompagnano il percorso.

Non mancano anche alcuni documenti più personali e curiosi. Tra questi l’articolo ironico di Indro Montanelli, che tratteggia Vanoni come un uomo quasi più svizzero che italiano, e il ricordo di Giulio Spini, nel quale emerge soprattutto l’umanità dell’amico e dello statista. A completare questo secondo versante della mostra c’è una lettera autografa di ringraziamento della madre di Vanoni, Luigia Vanoni.
La mostra diventa così anche un’occasione per riscoprire il patrimonio della Biblioteca Luigi Credaro, struttura del gruppo BPER Banca, il cui patrimonio librario e documentale è particolarmente rivolto a studenti e appassionati di materie economiche, finanziarie e giuridiche.
Proprio sul valore della biblioteca si è soffermato Luca Roberto Romellini, mentre Marco Scaramellini ha richiamato uno degli appellativi con cui Vanoni veniva indicato: “Un montanaro testardo”. Un’espressione che, ha sottolineato il sindaco di Sondrio, “per me è un complimento”.
Il riferimento è alla determinazione con cui Vanoni sostenne uno sviluppo industriale che non rinunciasse alla giustizia sociale e all’equità. Una visione nella quale la crescita economica doveva accompagnarsi al riscatto sociale degli ultimi. Patrizio Del Nero ha invece sottolineato la modernità della figura di Vanoni e del suo piano di programmazione economica nazionale.
La mostra, patrocinata dal Comune di Morbegno e dal Comune di Sondrio e allestita grazie alla disponibilità dei locali della Biblioteca da parte di BPER Banca, resterà aperta per tutto il mese di ottobre. L’ingresso è libero: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, il venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
Per le scuole e i gruppi è possibile organizzare visite guidate gratuite contattando la Biblioteca Credaro al numero 0342 562270 oppure all’indirizzo info@bibliotecacredaro.it.

Il percorso dedicato al “Ministro della montagna” non si esaurisce però tra le teche della biblioteca. Nel mese di ottobre proseguiranno infatti le iniziative del Comitato, a partire dal Trofeo Vanoni, la gara internazionale di corsa in montagna a staffetta che da 69 anni mantiene vivo il ricordo dello statista.
E soprattutto ci sarà il “Vanoni tour”, pensato per portare la sua storia direttamente tra gli studenti. Saranno i ragazzi dell’Istituto Saraceno Romegialli a fare da ciceroni agli studenti delle scuole medie Vanoni e Damiani, accompagnandoli in un percorso attraverso quattro luoghi simbolo: la casa natale di via Ninguarda, la scuola e la biblioteca dedicate a Vanoni e il monumento di via Forestale.
Lo stesso tour sarà poi proposto dagli studenti dell’indirizzo Turistico agli atleti stranieri che arriveranno in Valtellina per partecipare al Trofeo Vanoni.
È soprattutto qui che si concentra il senso delle iniziative per il 70° anniversario. Non soltanto ricordare un uomo che ha segnato la storia politica ed economica italiana, ma provare a sottrarre il suo nome alla semplice memoria delle targhe e dei libri di storia. Il Comitato cittadino Ezio Vanoni vuole riportare l’attenzione sull’attualità del suo pensiero economico e istituzionale e, soprattutto, fare in modo che siano i giovani a riscoprire il legame tra quello statista e la Valtellina da cui proveniva.