Sondrio

ZES per la Valtellina, Castelli: “Basta vendere fumo ai territori di confine”

L’ex ministro della Giustizia e il Partito Popolare del Nord smontano l’annuncio della Lega.

"L’ordine del giorno approvato non garantisce risorse, agevolazioni fiscali né impegni concreti da parte del Governo".

Redazione VN – 8 Gennaio 2026 15:40

Sondrio, Centro Valtellina, Politica

Valtellina

SONDRIO – È scontro politico aperto sulla Zona Economica Speciale (ZES) annunciata per la Valtellina e le province di confine. A intervenire con toni durissimi è il Partito Popolare del Nord, che bolla come una “fake news istituzionale” le recenti dichiarazioni trionfalistiche dei parlamentari della Lega e del fronte “Salvini premier”.

Nel mirino finiscono gli annunci sul presunto via libera del Governo a una ZES che coinvolgerebbe Valtellina, Provincia di Como, Provincia di Varese e il Verbano Cusio Ossola. Annunci fondati, secondo il PPN, su un semplice ordine del giorno parlamentare privo di qualsiasi efficacia concreta.

Castelli: «Carta straccia venduta come vittoria»

A firmare la presa di posizione è Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e segretario politico del Partito Popolare del Nord, che non usa mezzi termini: «Siamo di fronte a un tentativo spudorato di costruire una fake news per ingannare la gente. È vero che il Parlamento ha votato un ordine del giorno, ma bisogna dire la verità: da quando esiste il Parlamento, gli ordini del giorno non valgono nulla. Non sono vincolanti, non stanziano fondi, non creano diritti. Servono solo a garantire un titolo di giornale».

Secondo Castelli, il paragone con le ZES operative nel Sud Italia è fuorviante: «Lì parliamo di leggi, decreti, risorse e agevolazioni reali. Qui, invece, siamo davanti a un miraggio. Dire ai valtellinesi che la ZES è realtà significa raccontare una notizia formalmente vera nel voto, ma falsa nella sostanza».

Acquistapace: «La nostra gente merita trasparenza»

Sulla stessa linea anche Fausto Acquistapace, responsabile per la Valtellina del Partito Popolare del Nord, che punta il dito contro il metodo comunicativo adottato dai parlamentari leghisti: «Non possiamo accettare che si faccia propaganda promettendo agevolazioni fiscali e risorse, magari legate ai sacrifici dei lavoratori frontalieri, sulla base di un documento privo di valore giuridico. Questo non è rispetto per il territorio».

Acquistapace parla apertamente di illusioni elettorali, vendute come “vittorie storiche”, e rivendica uno stile politico diverso: «La nostra gente merita serietà, non slogan. Continueremo a denunciare queste manovre, perché il rispetto per i cittadini viene prima di qualsiasi poltrona».

Il nodo politico: promesse contro atti concreti

Nel comunicato, il Partito Popolare del Nord ribadisce che la tutela dei territori di confine passa da provvedimenti legislativi concreti, non da impegni generici «scritti sulla sabbia». Senza leggi, coperture finanziarie e strumenti operativi, la ZES resta – secondo Castelli – «un annuncio vuoto, utile solo alla propaganda».

Un affondo che riaccende il dibattito politico nel Nord e in particolare in provincia di Sondrio, dove il tema dello sviluppo economico e delle compensazioni per i territori di confine resta centrale. E dove, al di là degli annunci, cittadini e imprese attendono risposte tangibili.