Spriana

RurAlps, Spriana capofila del progetto transfrontaliero

Finanziato dal Programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, il progetto punta a tutelare e rigenerare il patrimonio rurale di montagna.

Tra recupero delle architetture storiche, strategie turistiche e dialogo con i territori, la Valtellina diventa laboratorio di sviluppo sostenibile condiviso con la Svizzera.

Federica Lassi – 30 Gennaio 2026 11:04

Spriana, Centro Valtellina, Montagna

Ruralps Spriana progetto interreg

SPRIANA – Le montagne della Valtellina diventano protagoniste di una nuova stagione di cooperazione europea grazie a RurAlps, il progetto transfrontaliero finanziato dal Programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027 che vede il Comune di Spriana nel ruolo di capofila italiano. Un’iniziativa ambiziosa, che affronta una delle questioni centrali per il futuro delle Alpi: come trasformare il ricco patrimonio ambientale, culturale e produttivo delle aree rurali di montagna in una leva concreta di sviluppo sostenibile per le comunità locali.

Le architetture tradizionali – baitelli, alpeggi, fienili, stalle e nuclei storici – raccontano secoli di relazione tra l’uomo e l’ambiente alpino. Oggi, però, molte di queste strutture rischiano l’abbandono a causa dello spopolamento, dell’invecchiamento della popolazione e delle difficoltà economiche che interessano i territori più periferici. RurAlps nasce proprio per invertire questa tendenza, promuovendo una rigenerazione consapevole e condivisa del paesaggio costruito alpino.

Il coinvolgimento di Spriana come capofila italiano sottolinea il ruolo strategico della Valtellina all’interno del progetto. Il territorio provinciale, con i suoi numerosi borghi storici e le architetture rurali diffuse sui versanti montani, rappresenta un contesto ideale per sperimentare nuove modalità di tutela e valorizzazione. Qui si intrecciano tradizioni agricole, turismo lento, paesaggi di pregio e una forte identità culturale che RurAlps intende rafforzare.

L’obiettivo non è soltanto conservare edifici del passato, ma restituire loro una funzione attuale, capace di generare opportunità economiche e sociali: strutture ricettive sostenibili, spazi culturali, centri di interpretazione del territorio, luoghi per attività formative o comunitarie. In questo modo il recupero edilizio diventa uno strumento per contrastare lo spopolamento e rilanciare l’attrattività delle vallate alpine.

Uno dei pilastri del progetto è lo sviluppo di metodologie comuni per conoscere e recuperare il patrimonio rurale. Attraverso studi, mappature e analisi comparate tra i versanti italiano e svizzero delle Alpi, RurAlps mira a costruire strumenti operativi utili a tecnici, amministratori e professionisti impegnati nella riqualificazione degli edifici storici.

Accanto alla ricerca, grande spazio è riservato alla formazione e al trasferimento di competenze. Workshop, incontri pubblici, laboratori e percorsi di aggiornamento consentiranno di diffondere buone pratiche in tema di restauro, utilizzo di materiali tradizionali, efficientamento energetico e integrazione paesaggistica. Un sapere condiviso che diventa patrimonio delle comunità locali e rafforza la capacità dei territori di gestire in autonomia i propri processi di sviluppo.

La valorizzazione delle architetture rurali passa anche dalla loro capacità di inserirsi in una strategia più ampia di promozione turistica e culturale. RurAlps lavora infatti su strategie comuni di valorizzazione, puntando su itinerari tematici, reti di borghi, percorsi escursionistici legati alla storia dell’agricoltura alpina e nuove forme di accoglienza sostenibile.

In Valtellina questo approccio può tradursi in un rafforzamento del turismo esperienziale, legato ai prodotti locali, alla vita d’alpeggio, alla riscoperta dei saperi tradizionali e alla fruizione lenta del territorio. Il recupero degli edifici storici diventa così parte di un racconto più ampio, capace di attrarre visitatori interessati non solo al paesaggio naturale, ma anche alla cultura e alla storia delle comunità di montagna.

Il vero valore aggiunto di RurAlps risiede nella cooperazione transfrontaliera. Italia e Svizzera condividono problemi simili nelle aree alpine: declino demografico, difficoltà di accesso ai servizi, gestione del patrimonio costruito in contesti complessi dal punto di vista ambientale. Lavorare insieme consente di confrontare esperienze, sperimentare soluzioni innovative e costruire una visione comune per il futuro delle Alpi.

Il dialogo continuo tra istituzioni pubbliche, mondo della ricerca e comunità locali rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto. Non si tratta di interventi calati dall’alto, ma di percorsi partecipati che coinvolgono amministratori, tecnici, associazioni e cittadini, chiamati a contribuire alla definizione delle strategie di rigenerazione.

Con RurAlps, la Valtellina – e in particolare Spriana – si candida a diventare un vero e proprio laboratorio di sviluppo sostenibile per le aree montane. La tutela del patrimonio architettonico si intreccia con le politiche ambientali, sociali ed economiche, dimostrando come la conservazione possa andare di pari passo con l’innovazione.

Il progetto guarda lontano: non solo recuperare edifici, ma rafforzare l’identità dei territori alpini, creare nuove opportunità di lavoro e rendere le comunità più resilienti di fronte alle sfide future. Un percorso che, grazie alla cooperazione internazionale e al sostegno dei fondi europei, punta a lasciare un’eredità concreta e duratura alle generazioni che continueranno a vivere e presidiare le montagne.

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