Alla cerimonia inaugurale ha preso parte l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, che ha sottolineato il valore simbolico e divulgativo dell’iniziativa: «Questa mostra – ha affermato – mostra come lo sport abbia inciso profondamente sulla vita delle valli alpine. A Teglio è possibile scoprire materiali preziosi che raccontano in che modo gli sport invernali abbiano trasformato territorio, economia e abitudini locali. Palazzo Besta diventa così un riferimento dell’Olimpiade Culturale in Valtellina, un luogo dove comprendere in modo concreto il legame tra sport, montagna e identità, con uno sguardo anche al futuro delle Alpi».
Promossa con il sostegno di Regione Lombardia, la mostra resterà aperta fino al 30 agosto (da martedì a sabato, 9.30-13 e 14-16.30) ed è stata realizzata grazie a una fitta rete di collaborazioni: il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino, la Direzione regionale Musei nazionali Veneto – Museo Nazionale Collezione Salce, la Fondazione Olympic Foundation for Culture and Heritage, oltre a collezionisti privati, associazioni ed enti locali.
Il percorso espositivo è curato da Rosario Maria Anzalone, responsabile della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, e da Silvia Anna Biagi, direttrice di Palazzo Besta, e si snoda sia negli ambienti interni sia negli spazi all’aperto del palazzo rinascimentale, valorizzandone architettura e giardini.
L’allestimento ruota attorno a tre grandi filoni: la storia dei Giochi Invernali, la nascita dell’immaginario alpino moderno attraverso la grafica e la pubblicità, e l’evoluzione dello sci e delle attrezzature da montagna. A legare le diverse sezioni è un’attenzione particolare al ruolo delle donne, individuato come filo conduttore dell’intera esposizione.
Manifesti storici, fotografie d’epoca, filmati, cimeli olimpici e paralimpici, oggetti della vita quotidiana e installazioni contemporanee restituiscono l’immagine di una montagna protagonista di profondi cambiamenti economici e culturali. Una narrazione che mette in luce come lo sport abbia contribuito a ridisegnare paesaggi, mestieri e stili di vita, trasformando le Alpi in un laboratorio di modernità.
Ampio spazio è dedicato alla memoria locale, anche grazie al dialogo con il progetto “Siamo Alpi” promosso dalla Provincia di Sondrio, che racconta l’identità alpina attraverso storie, volti e tradizioni. Nei giardini di Palazzo Besta trovano invece posto le opere site-specific di Luca Conca e Vincenzo Martegani, interventi di arte contemporanea che ampliano il racconto e invitano il pubblico a riflettere sul rapporto tra uomo, montagna e futuro.
Con “Vette”, Teglio si candida così a diventare uno dei poli culturali di riferimento in Valtellina nel percorso di avvicinamento ai Giochi del 2026, offrendo a residenti e visitatori un’occasione per riscoprire, attraverso lo sguardo dello sport e dell’arte, le radici e le prospettive delle terre alte.