Teglio

Premio Rezio Donchi 2026, aperte le candidature

Fondazione Pro Valtellina e Centro Valle rinnovano l’iniziativa dedicata allo storico presidente dell’Accademia del Pizzocchero.

In palio 3.000 euro da destinare a un progetto sociale. C’è tempo fino al 30 giugno.

Redazione VN – 3 Marzo 2026 09:09

Teglio, Centro Valtellina, Attualità

Rezio Donchi
Rezio Donchi

TEGLIO – Sono ufficialmente aperte le candidature per il Premio Rezio Donchi 2026, il riconoscimento istituito nel 2021 da Fondazione Pro Valtellina e Centro Valle, in collaborazione con il Comune di Teglio e in accordo con la famiglia Donchi, per mantenere viva la memoria di una figura che ha lasciato un segno profondo nella promozione del territorio.

Rezio Donchi, storico presidente dell’Accademia del Pizzocchero, è stato uno dei più appassionati ambasciatori della Valtellina e della Valchiavenna, impegnandosi con determinazione per valorizzarne tradizioni, cultura ed eccellenze enogastronomiche ben oltre i confini provinciali. Il premio nasce proprio con l’intento di raccogliere e rilanciare quel testimone, premiando chi oggi continua a promuovere con impegno e visione l’identità valtellinese.

Il riconoscimento è rivolto a persone o associazioni che si siano distinte per la loro attività a favore del territorio, contribuendo a diffonderne l’immagine e a rafforzarne il valore culturale, sociale ed economico. Fondazione Pro Valtellina mette a disposizione un contributo di 3.000 euro che il vincitore potrà devolvere a un’associazione di propria scelta, vincolando la somma a iniziative di carattere sociale. Un gesto che amplia il significato del premio, trasformandolo in un’occasione concreta di sostegno alla comunità.

Le candidature dovranno pervenire entro il 30 giugno, inviando una mail a info@provaltellina.org oppure a centro.valle@giornaledisondrio.it, specificando il nominativo proposto e le motivazioni della candidatura. Sarà poi una giuria a valutare le proposte e a decretare il vincitore dell’edizione 2026.

Il Premio Rezio Donchi si conferma così non solo un tributo alla memoria di un uomo che ha creduto profondamente nel proprio territorio, ma anche uno strumento per riconoscere e sostenere chi, oggi, continua a lavorare con passione per far conoscere e crescere la Valtellina e la Valchiavenna.