TIRANO – Sarà Tirano a ospitare, sabato 24 gennaio, l’anteprima ufficiale della Festa della Cultura Alpina, manifestazione che animerà la città dall’1 al 3 maggio prossimi. Un primo, significativo appuntamento che porterà al centro del dibattito il tema della cultura alpina come patrimonio vivo, contemporaneo e in continua trasformazione.
Nella Sala Mostre di Palazzo Foppoli verranno inaugurate due proposte di forte impatto culturale e simbolico: la mostra “Abitare Minimo in Montagna” e l’installazione sonora “Mountain Echoes” dell’artista Yuval Avital. A fare gli onori di casa saranno la presidente della Comunità Montana di Valtellina di Tirano, Giordana Caelli, e l’assessore alla Cultura della Comunità Montana di Valle Camonica, Priscilla Ziliani, che presenteranno anche il progetto complessivo della Festa.
L’iniziativa nasce nel contesto dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, con il contributo di Regione Lombardia, e si configura come un momento di incontro e condivisione tra territori alpini geograficamente vicini ma storicamente distinti. Tirano e Valle Camonica scelgono così di collaborare, costruendo una proposta culturale comune capace di raccontare la montagna non come luogo marginale, ma come spazio di sperimentazione e dialogo.
Abitare Minimo in Montagna: l’architettura come atto di responsabilità
La mostra “Abitare Minimo in Montagna” nasce all’interno del Festival all’Insù, organizzato nel 2025 in Valle Camonica, e rappresenta un vero e proprio campionario nazionale dell’architettura contemporanea “minima” in ambito montano. Il percorso espositivo racconta interventi di riuso, riabilitazione e riscrittura del patrimonio edilizio inattivo, capaci di dialogare con il paesaggio senza snaturarlo.
Attraverso 25 pannelli di grande formato e due pannelli introduttivi, il visitatore è accompagnato alla scoperta di opere selezionate dal concorso internazionale Abitare Minimo in Montagna. Il concetto di “abitare minimo” emerge come scelta consapevole: rendere vivi i territori alpini rispettandone i limiti, riconoscendo la fragilità dell’ecosistema e promuovendo un uso attento delle risorse.
Un tratto distintivo della mostra è l’attenzione alle filiere corte: molti progetti esposti valorizzano materiali locali e il lavoro degli artigiani, custodi di un sapere che diventa elemento centrale dell’architettura contemporanea in montagna. Non a caso, l’esposizione arriva a Tirano dopo aver toccato sedi di prestigio internazionale come la Fachhochschule Graubünden di Coira, il Bled Culture Institute in Slovenia e l’Architekturgalerie München. All’inaugurazione saranno presenti anche gli architetti ideatori del concorso.
Mountain Echoes: la montagna che parla attraverso il suono
Accanto all’architettura, trova spazio l’arte contemporanea con “Mountain Echoes”, installazione sonora firmata da Yuval Avital e realizzata in collaborazione con l’agenzia The Round Table. L’opera trasforma i paesaggi sonori della Valtellina in vere e proprie “sculture parlanti”, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che intreccia natura, comunità e linguaggio artistico.
I suoni del territorio diventano materia espressiva, restituendo voce alla montagna e creando un ponte sensoriale tra passato e presente. È un modo diverso di abitare lo spazio alpino, non solo con lo sguardo, ma anche con l’ascolto.
Un progetto condiviso che guarda al futuro
L’anteprima di Tirano segna l’avvio di un percorso più ampio, che culminerà nella Festa della Cultura Alpina di maggio. Un progetto che nasce in occasione delle Olimpiadi, ma che guarda oltre l’evento sportivo, puntando a costruire una narrazione duratura della cultura alpina come identità in movimento.
La mostra e l’installazione saranno visitabili a ingresso gratuito dal 23 gennaio al 23 febbraio 2026. Informazioni dettagliate e programma completo sono disponibili sul sito ufficiale www.alpineculturefest.com. Un invito aperto a cittadini, studiosi e visitatori a riscoprire la montagna come luogo di pensiero, creatività e relazione.