La segnalazione è stata trasmessa agli enti competenti, che ricordano come la presenza del lupo in quest’area sia da tempo scientificamente accertata e costantemente monitorata attraverso attività di ricerca e controllo faunistico. L’episodio, dunque, non rappresenta un evento eccezionale, ma conferma una convivenza che negli ultimi anni si è progressivamente consolidata sulle Alpi.
Gli esperti spiegano che proprio nei mesi invernali la probabilità di osservare lupi e altri grandi carnivori tende ad aumentare. In questa stagione, infatti, i cervi e gli ungulati – principali prede del predatore – si spostano più facilmente verso i fondovalle, dove la copertura nevosa è minore e la ricerca di cibo risulta meno faticosa. Di conseguenza, anche i lupi possono avvicinarsi a quote più basse e a zone prossime agli insediamenti umani.
Si tratta di dinamiche naturali legate alla disponibilità di risorse e alle condizioni climatiche, che non indicano necessariamente una maggiore pericolosità, ma richiedono attenzione e comportamenti responsabili da parte di residenti, turisti ed escursionisti.
Le regole di prudenza per evitare incontri ravvicinati
In seguito all’avvistamento, è stato ribadito un insieme di semplici norme di comportamento utili a ridurre la possibilità di interazioni ravvicinate con la fauna selvatica, lupi compresi:
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tenere sempre i cani al guinzaglio durante le passeggiate;
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mantenere una distanza di sicurezza e non tentare alcuna interazione con gli animali;
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non alimentare mai la fauna selvatica, né direttamente né indirettamente, evitando di lasciare rifiuti o cibo incustoditi;
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rendere percepibile la propria presenza durante gli spostamenti, soprattutto in zone poco frequentate;
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non avvicinarsi e non inseguire l’animale per osservarlo o fotografarlo.
Indicazioni che valgono in generale per tutti gli incontri con animali selvatici e che contribuiscono a tutelare sia la sicurezza delle persone sia quella degli stessi animali.
L’invito a segnalare nuovi avvistamenti
Le autorità invitano infine la popolazione a continuare a segnalare eventuali nuovi avvistamenti agli enti preposti, fornendo informazioni precise su luogo, orario e direzione di spostamento dell’animale. Dati che risultano fondamentali per le attività di monitoraggio e per una gestione corretta della presenza dei grandi carnivori sul territorio.
L’episodio di Valfurva si chiude dunque senza criticità, ma richiama ancora una volta all’importanza di una convivenza consapevole con la fauna alpina, fondata su informazione, prudenza e rispetto degli equilibri naturali.