Villa di Tirano

Villa di Tirano, commemorati i cinque martiri di Mù

Cerimonia al Giardino della memoria nel ricordo delle vittime della Resistenza.

Un momento solenne di memoria storica, arricchito dal gesto simbolico degli studenti che hanno piantato un ulivo per la pace.

Redazione VN – 13 Aprile 2026 07:40

Villa di Tirano, Alta Valtellina, Attualità

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VILLA DI TIRANO – Un momento di profonda commozione e riflessione a Villa di Tirano, dove la comunità si è riunita per ricordare i cinque martiri della Resistenza, fucilati l’11 aprile 1945 a Mù di Edolo.

La cerimonia si è svolta presso il Giardino della memoria, in via Europa, luogo simbolico dedicato al ricordo e alla trasmissione dei valori della libertà e della democrazia. Tra le vittime, anche due cittadini di Villa di Tirano, Vittorio Negri e Giovanni Scilini, la cui memoria resta profondamente radicata nella comunità locale.

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I cinque martiri furono incarcerati per oltre un mese a Edolo e sottoposti a gravi torture prima di essere giustiziati da un plotone della legione Tagliamento. Una vicenda che rappresenta una delle pagine più dolorose della storia del territorio e dell’intero Paese durante il periodo della guerra. La commemorazione ha voluto rendere omaggio al loro sacrificio, ribadendo l’importanza della memoria storica come fondamento per la costruzione di una società consapevole e democratica.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il Vice Prefetto Raffaella Attianese e la direttrice dell’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Fausta Messa. Presenti anche le associazioni d’arma in congedo e una significativa rappresentanza del mondo scolastico. Protagonisti della mattinata sono stati infatti gli studenti della scuola secondaria di primo grado, accompagnati dai loro insegnanti, coinvolti attivamente nel momento commemorativo.

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Particolarmente toccante è stato il gesto simbolico dei ragazzi, che hanno piantato un ulivo accanto al monumento. Un segno concreto di pace e speranza, capace di unire il ricordo del passato con l’impegno per il futuro. Un’iniziativa che testimonia la volontà delle nuove generazioni di custodire la memoria e di promuovere valori di convivenza, solidarietà e rispetto.

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La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita dall’Arciprete Don Luigi Pedroni, suggellando una giornata intensa e partecipata. Il sindaco Franco Marantelli Colombin ha sottolineato come momenti come questo siano fondamentali per mantenere viva la memoria collettiva e trasmettere alle giovani generazioni il valore del sacrificio di chi ha lottato per la libertà.

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Un ricordo che non si limita al passato, ma che continua a vivere nel presente, come monito e guida per costruire un futuro più giusto e consapevole.