BORMIO – In vista dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, che vedranno Bormio tra le sedi protagoniste delle competizioni, riaffiora una pagina significativa della storia culturale valtellinese: il legame profondo e duraturo tra la cittadina e lo scultore Gianluigi Giudici. Un rapporto che non nasce oggi, né in funzione di un grande evento, ma che accompagna il territorio da oltre quarant’anni.
A partire dal 1976, Giudici scelse Bormio come luogo di elezione e di ritiro, instaurando un dialogo costante con il paesaggio alpino, con la comunità locale e con la storia del territorio. Le montagne, i sentieri e la luce della Valtellina entrarono in modo naturale nella sua ricerca artistica, influenzando linguaggi, materiali e soluzioni formali. Non un semplice soggiorno, ma una presenza viva e continuativa, capace di trasformarsi in progetti concreti.

Da questo rapporto nacquero interventi di grande rilievo per il patrimonio locale, come il progetto per la chiesa presbiteriale di Bormio, realizzato in collaborazione con l’arciprete e la Commissione di Arte Sacra di Como. Un intervento che seppe rinnovare lo spazio liturgico, avvicinando i fedeli all’area dell’altare e lasciando un segno riconoscibile ancora oggi, esempio di come l’arte contemporanea possa dialogare con la tradizione senza forzature.
Negli anni successivi, il legame con la Valtellina si è consolidato attraverso ulteriori opere, tra cui gli interventi per la chiesa di Sondalo e, soprattutto, la mostra personale di sculture monumentali all’aperto organizzata dal Comune di Bormio nel 2000. In quell’occasione, l’arte di Giudici uscì dagli spazi museali per incontrare cittadini e visitatori nei luoghi della vita quotidiana, trasformando la città in un museo a cielo aperto.
Un passaggio decisivo è arrivato nel 2014, quando la famiglia dell’artista ha scelto di rafforzare ulteriormente questo legame con una donazione di quattordici opere – tra gessi e bronzi – oggi conservate tra il Museo Civico di Bormio e diversi spazi urbani. È così nato un vero e proprio percorso artistico diffuso che accompagna residenti e turisti alla scoperta dell’opera di Giudici, integrando arte, paesaggio e memoria collettiva.

Questo patrimonio dialoga oggi con la Gipsoteca Gianluigi Giudici, fondata dalla Fondazione Renato e Gianluigi Giudici, dove sono custoditi gessi e bozzetti legati alle opere presenti a Bormio. Un ponte culturale che unisce Valtellina e Ticino, rafforzando una rete di relazioni artistiche che supera i confini geografici e amministrativi.
Nel contesto delle Olimpiadi 2026, destinate a portare a Bormio una visibilità internazionale senza precedenti, questa presenza artistica assume un significato particolare. Non si tratta di un’iniziativa temporanea legata all’evento, ma di una testimonianza stabile della storia culturale del territorio, capace di affiancare sport e natura con una memoria artistica autentica e radicata.
Mentre il mondo guarderà alle piste e alle competizioni, Bormio potrà raccontarsi anche attraverso le opere di Gianluigi Giudici: segni silenziosi ma profondi di un dialogo lungo decenni, che continua a parlare di identità, appartenenza e visione culturale. Un’eredità che, come le montagne che la circondano, non passa, ma resta.
Scarica la brochure del Museo Civico di Bormio “Omaggio a Bormio”: CLICCA QUI