BORMIO – Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 hanno lasciato un segno evidente anche nel settore turistico della Valtellina. Lo dimostra il nuovo report sui flussi turistici di Bormio, realizzato con i dati della piattaforma di data intelligence HBenchmark, che analizza le performance delle strutture alberghiere del comprensorio.
L’analisi prende in esame 41 strutture ricettive per un totale di 1.207 camere, appartenenti a diverse categorie alberghiere, dalle strutture senza classificazione fino agli hotel a cinque stelle. Il confronto tra il periodo 1–28 febbraio 2026, coincidente con le settimane olimpiche, e lo stesso periodo del 2025 evidenzia una trasformazione significativa del mercato turistico locale.
Tariffe quasi raddoppiate durante il mese olimpico
Uno dei dati più evidenti riguarda il ricavo medio per camera, che ha registrato una crescita straordinaria.
Nel febbraio 2025 la tariffa media si attestava attorno ai 230 euro, mentre nel febbraio 2026 è salita a 438,9 euro, con un incremento di oltre 200 euro a notte.
L’aumento è stato particolarmente marcato nelle prime due settimane dei Giochi olimpici, quando la domanda turistica ha raggiunto i livelli più elevati.
Nonostante il forte incremento delle tariffe, il mercato ha mostrato una notevole capacità di assorbimento, segno della forte attrattività della località durante l’evento sportivo internazionale.
Soggiorni più lunghi: quasi 10 notti di media
Accanto alla crescita dei prezzi, il report evidenzia anche un cambiamento significativo nelle abitudini dei visitatori.
La durata media dei soggiorni è quasi raddoppiata, passando da 4,6 notti nel 2025 a 9,6 notti nel 2026.
Un dato che riflette la natura dell’evento olimpico, capace di attirare ospiti interessati a permanenze più lunghe, spesso per seguire più gare o vivere un’esperienza turistica completa tra sport, montagna e benessere.
Occupazione leggermente più bassa ma mercato più internazionale
Curiosamente, nonostante l’evento olimpico, il report segnala una leggera flessione dell’occupazione media giornaliera, scesa dal 79,5% del febbraio 2025 al 70,2% nel 2026.
Secondo l’analisi, la diminuzione è distribuita lungo l’intero periodo, fatta eccezione per alcune giornate della prima settimana olimpica, quando la domanda ha raggiunto i livelli più alti.
Sul fronte della provenienza degli ospiti, il report evidenzia un aumento della componente internazionale.
Gli ospiti italiani rappresentano circa il 39% delle presenze, in calo rispetto all’anno precedente. Crescono invece diversi mercati stranieri, tra cui Svizzera, Austria, Stati Uniti, Germania e Francia, segno di una crescente internazionalizzazione della destinazione.
Prenotazioni più anticipate per la primavera
Il report analizza anche le prenotazioni già registrate per il periodo 3 marzo – 18 aprile 2026, confrontandole con quelle dello scorso anno alla stessa data.
I dati mostrano un anticipo medio delle prenotazioni di 5,3 punti percentuali, con un tasso di occupazione acquisito pari al 57,1% contro il 51,8% del 2025.
Questo dato suggerisce che l’effetto delle Olimpiadi potrebbe continuare a generare interesse turistico anche nelle settimane successive all’evento.
Cambiano anche i canali di prenotazione
Un’altra tendenza interessante riguarda i canali di vendita utilizzati dagli ospiti.
Nel febbraio 2026 si registra un aumento delle prenotazioni dirette offline, cresciute di oltre 15 punti percentuali, mentre diminuisce il peso dei canali digitali come il sito ufficiale delle strutture e le OTA (Online Travel Agencies).
Il trattamento più scelto rimane invece il bed & breakfast, che rappresenta la formula preferita dagli ospiti e ha registrato un ulteriore aumento rispetto all’anno precedente.
Olimpiadi e turismo: un impatto destinato a durare
Nel complesso il report conferma come le Olimpiadi invernali abbiano avuto un impatto significativo sul mercato turistico di Bormio, portando a un aumento dei prezzi medi, a soggiorni più lunghi e a una crescente presenza internazionale.
Allo stesso tempo, i dati sulle prenotazioni primaverili indicano che l’evento potrebbe aver rafforzato la visibilità della località anche nel medio periodo, consolidando il ruolo di Bormio e dell’Alta Valtellina come destinazioni di riferimento del turismo alpino europeo.