BORMIO – Un debutto di grande intensità oggi a Bormio, teatro della prima combinata nordica maschile di sci alpino nella storia delle Olimpiadi invernali a Milano-Cortina 2026. La nuova formula, che abbina un atleta di discesa a uno di slalom per ciascuna squadra e somma i tempi finali, ha esaltato il pubblico valtellinese. Gli azzurri hanno iniziato alla grande, ma alla fine il podio è sfuggito tra i nervi tesi e le piccole imprecisioni della manche tecnica.
La prima frazione, quella di discesa, ha visto Giovanni Franzoni brillare sulla leggendaria Stelvio, chiudendo la sua run in 1:51.80, appena davanti alla Svizzera e agli altri big internazionali, con Alexis Monney secondo a +0”17 e Marco Odermatt terzo a +0”28. Anche Dominik Paris ha mostrato un’ottima prestazione, con un tempo di 1:52.39.
Il margine accumulato nella discesa aveva fatto sognare una medaglia per l’Italia, ma nella manche di slalom il recupero delle nazionali più tecniche ha ribaltato la situazione. Nella classifica complessiva la coppia svizzera formata dallo slalomista Tanguy Nef e dal discesista Franjo von Allmen ha conquistato l’oro con il tempo totale di 2’44”04, precedendo di 0”99 altre formazioni elvetiche e austriache.
La squadra azzurra composta da Franzoni e Alex Vinatzer, pur partendo dal primo posto dopo la discesa, ha chiuso settima, pagata da una manche tecnica in cui non è riuscita a contenere la rimonta dei rivali. Lo stesso destino è toccato alla seconda formazione italiana (Paris/Tommaso Sala), che non ha potuto trasformare il buon quinto tempo parziale di discesa in un piazzamento da podio.
La vittoria elvetica conferma la profondità e completezza del movimento rossocrociato nello sci alpino, capace di eccellere sia nella velocità sia nella tecnica. Alle spalle di Von Allmen /Nef, a pari merito per l’argento si sono piazzate le coppie Marco Odermatt / Loïc Meillard (Svizzera) e Vincent Kriechmayr / Manuel Feller (Austria), seguite da Raphael Haaser / Michael Matt (Austria) sul terzo gradino virtuale del podio nella classifica finale.
“Mi dispiace per Giovanni perché con la discesa che ha fatto la medaglia se la meritava tutta. Ero veramente teso, più del solito, sapendo che in fondo al traguardo c’è un compagno che ti aspetta. Non volevo sbagliare, sono stato un po’ troppo cauto”, ha commentato ai microfoni Rai Vinatzer.
La delusione di Sala: “Mi brucia perché per tredici centesimi non siamo ad argento. Nel primo settore non sono riuscito a creare velocità, dalla decima/quindicesima porta invece ottima run. Domme (Paris) era contento perché ci abbiamo provato, nessun rimpianto da parte di entrambi”.
Per l’Italia resta la consapevolezza di essere competitiva anche nelle nuove formule olimpiche, dopo i grandi risultati già ottenuti nella discesa libera maschile di Bormio, dove proprio Franzoni ha conquistato l’argento e Dominik Paris il bronzo sulla Stelvio.