Bormio

Contraffazione olimpica: a Bormio il primo sequestro di prodotti falsi con il logo di Milano Cortina 2026

L’operazione della Guardia di Finanza porta alla scoperta di una filiera illecita tra la Valtellina e la Toscana.

Deferiti due titolari di esercizi commerciali.

Redazione VN – 21 Gennaio 2026 09:35

Bormio, Alta Valtellina, Cronaca

Milano Cortina 2026

BORMIO – È scattato a Bormio il primo sequestro di prodotti contraffatti legati alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Bormio nell’ambito di un articolato piano di controlli economici del territorio finalizzato alla tutela della sicurezza dei prodotti, al contrasto della contraffazione e alla protezione dei segni distintivi ufficiali dei Giochi.

Nel corso delle verifiche, i militari hanno individuato un esercizio commerciale della località valtellinese che esponeva per la vendita diversi articoli – tra cui calendari, cartoline, tazze e confezioni di caramelle – recanti il logo dei “cinque cerchi” olimpici. A destare l’attenzione degli investigatori sono stati sia i prezzi anomali, inferiori a quelli di mercato, sia la documentazione di supporto, ritenuta sospetta in relazione all’autenticità dei prodotti e alla legittimità della loro commercializzazione. Ulteriore elemento critico è risultato il posizionamento strategico della merce, esposta accanto ai prodotti ufficiali, con il rischio di trarre in inganno i consumatori.

Alla luce dei gravi indizi di falsità, la Guardia di Finanza ha richiesto una perizia tecnica alla società incaricata da Fondazione Milano Cortina 2026 delle attività di contrasto alla contraffazione dei brand olimpici. L’esito dell’analisi ha confermato che gli articoli erano contraffatti. Di conseguenza, i finanzieri hanno proceduto al sequestro della merce e al deferimento all’Autorità giudiziaria competente del titolare dell’esercizio commerciale.

Le indagini non si sono fermate al punto vendita. Sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Sondrio, gli investigatori sono riusciti a risalire rapidamente all’intera filiera di distribuzione, individuando la società produttrice con sede in Toscana. Anche il titolare di quest’ultima è stato deferito all’Autorità giudiziaria per analoga violazione. Presso l’azienda sono state eseguite perquisizioni, con il supporto dei militari della Tenenza di Sansepolcro.

Nel corso delle operazioni sono state svolte attività di “Digital Forensics”, finalizzate all’acquisizione di dati e documenti informatici contenuti nei supporti sequestrati. Gli accertamenti hanno consentito di rinvenire i rendering utilizzati per la realizzazione dei prodotti contraffatti, le prove di stampa e diversa documentazione contabile che attesterebbe la vendita di articoli con marchio olimpico falsificato.

I segni distintivi dei Giochi di Milano Cortina 2026 rappresentano non solo un simbolo identitario dei valori olimpici e paralimpici, ma anche un asset economico fondamentale. La loro tutela è garantita da normative nazionali e internazionali in materia di marchi, design, diritto d’autore, concorrenza sleale e pratiche commerciali scorrette. Lo sfruttamento corretto dei diritti di proprietà industriale e intellettuale è infatti essenziale per finanziare l’organizzazione dei Giochi e sostenere il futuro del Movimento Olimpico.

L’operazione rientra nel più ampio piano di interventi predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sondrio, che proseguirà nei prossimi giorni con ulteriori controlli mirati alla salvaguardia dei marchi olimpici. Come precisato dagli inquirenti, le ipotesi investigative sono state formulate nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo all’esito del procedimento giudiziario e con eventuale sentenza definitiva di condanna.