BORMIO – Le Olimpiadi come punto di partenza e non come punto di arrivo. La Valtellina come territorio capace di raccontarsi al mondo attraverso il cibo, l’agricoltura, il paesaggio, l’ospitalità e il lavoro delle sue imprese. Il Villaggio Coldiretti Valtellina di Bormio come esempio concreto di promozione territoriale, capace per ben 19 giorni di mettere in relazione produttori, cittadini, turisti, delegazioni internazionali e istituzioni.
È stato questo il filo conduttore del convegno pubblico “Dalle Olimpiadi alla filiera – La road map a cinque cerchi per l’agroalimentare made in Sondrio”, introdotto dal direttore di Coldiretti Sondrio, Giancarlo Virgilio, che ha concluso l’assemblea provinciale di Coldiretti Sondrio alla Sala delle Acque del BIM.
Un appuntamento molto partecipato nel quale il mondo agricolo valtellinese ha tracciato un primo bilancio dell’esperienza olimpica e, soprattutto, ha aperto una riflessione sull’eredità da costruire nei prossimi anni.
Al centro del dibattito il ruolo svolto dal Villaggio Coldiretti Valtellina durante i Giochi olimpici. Non soltanto una vetrina delle eccellenze locali, ma un luogo di racconto identitario e di incontro diretto tra agricoltori e pubblico. Un’esperienza che ha portato a Bormio degustazioni, laboratori, incontri, cucina tradizionale, momenti di approfondimento e confronto sui temi della qualità alimentare, della tracciabilità, della sicurezza del cibo, del turismo rurale e del futuro della montagna.
«Coldiretti ha svolto un ruolo molto importante – ha sottolineato l’assessore regionale Massimo Sertori –. Il Villaggio è stato un momento di aggregazione che ha messo in contatto persone e prodotti. Abbiamo raggiunto un target internazionale».
Secondo Sertori, il grande evento sportivo ha consentito alla Valtellina di presentarsi a una platea molto più ampia rispetto ai tradizionali flussi turistici, trasformando il prodotto agroalimentare in uno strumento di conoscenza e promozione del territorio.
Sulla stessa linea anche Loretta Credaro, presidente della Camera di Commercio di Sondrio, che ha evidenziato il lavoro svolto in sinergia con Coldiretti. «Abbiamo valorizzato il marchio Valtellina insieme a Coldiretti. Abbiamo condiviso la valorizzazione di un territorio e fatti concreti».
Un intervento che ha richiamato la necessità di consolidare un vero lavoro di sistema, capace di tenere insieme istituzioni, imprese, filiere produttive e promozione turistica. Per il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi, il Villaggio ha rappresentato la traduzione concreta del concetto di Olimpiade valtellinese. «Il Villaggio è stata una cosa bella da visitare a Bormio. L’obiettivo era dare un significato all’Olimpiade della Valtellina. Come si traduceva in azioni concrete la destinazione Valtellina? Facendola assaggiare».
Il sindaco di Livigno, Remo Galli, ha invece richiamato la dimensione simbolica e internazionale dei Giochi, raccontando un episodio particolarmente significativo. «Ho compreso la vera forza delle Olimpiadi quando siamo andati in Vaticano…».
Ad ampliare ulteriormente la riflessione è stato il presidente di Coldiretti Lombardia, Gianfranco Comincioli, che ha allargato lo sguardo all’intera montagna lombarda. «Le Olimpiadi hanno rappresentato per la Valtellina e per tutta la montagna lombarda qualcosa che va ben oltre il grande evento sportivo – ha affermato –. Per alcune settimane questo territorio è finito al centro dell’attenzione internazionale e milioni di persone hanno guardato a queste vallate non soltanto come destinazione turistica, ma come luogo identitario, produttivo, capace di raccontarsi attraverso il paesaggio, il lavoro agricolo e il cibo».
Comincioli ha poi evidenziato come il Villaggio Coldiretti sia riuscito ad andare oltre il semplice concetto di esposizione. «Non è stato semplicemente uno spazio espositivo o una vetrina di prodotti. È diventato un luogo di relazione. Un punto di incontro diretto tra chi produce e chi arriva sul territorio per conoscerlo».
Un modello che, secondo Coldiretti Lombardia, potrebbe essere replicato anche in altre aree della regione dove agricoltura, turismo e identità territoriale possono diventare elementi di una strategia comune di sviluppo. Particolarmente significativa anche la riflessione sul cambiamento delle aspettative dei consumatori. «Il consumatore contemporaneo non cerca soltanto un prodotto buono. Cerca autenticità, identità, tracciabilità. Vuole capire chi c’è dietro un vino, dietro un formaggio, dietro un piatto della tradizione. E il Villaggio Coldiretti ha funzionato proprio perché ha saputo trasformare il cibo in racconto territoriale».
Da qui la sfida per il futuro: non disperdere la visibilità conquistata durante i Giochi, ma trasformarla in crescita stabile, reti permanenti, reddito agricolo, servizi, infrastrutture e nuove opportunità per i giovani.
Per Sandro Bambini, presidente di Coldiretti Sondrio, il Villaggio ha rappresentato innanzitutto un’esperienza collettiva. «Prima di tutto un’esperienza collettiva di territorio. Non semplicemente un evento dentro le Olimpiadi, ma un luogo in cui la Valtellina ha avuto la possibilità di raccontarsi al mondo attraverso le proprie persone, le proprie produzioni e la propria identità agricola».
Bambini ha ricordato il forte interesse registrato verso prodotti simbolo del territorio come pizzoccheri, bresaola, formaggi d’alpeggio, vini valtellinesi, mele di montagna e filiere locali, ma soprattutto verso il significato profondo che queste produzioni rappresentano.
«Fare agricoltura in Valtellina non significa soltanto produrre cibo. Significa presidiare il territorio, mantenere vivi i versanti, gli alpeggi, i terrazzamenti, le tradizioni produttive che costruiscono l’immagine stessa della nostra montagna. Senza agricoltura non esisterebbe neppure il territorio attrattivo che milioni di persone hanno visto durante le Olimpiadi».
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’ospitalità rurale, affrontato da Angelo Cerasa, presidente di Terranostra Sondrio. «Le Olimpiadi hanno rappresentato una straordinaria occasione di visibilità per la Valtellina. Ma uno degli aspetti più interessanti è stato il modo in cui hanno contribuito a rafforzare il legame tra territorio, ospitalità e agricoltura».
Cerasa ha ricordato come gli agriturismi non siano semplici strutture ricettive, ma vere e proprie aziende agricole che raccontano il territorio attraverso la cucina, i prodotti, il paesaggio e il lavoro quotidiano. La sfida per i prossimi anni sarà trasformare l’attenzione internazionale conquistata durante i Giochi in un percorso di crescita duraturo, puntando su destagionalizzazione, reti tra agriturismi, produttori e ristorazione, qualità dell’accoglienza, formazione, innovazione e coinvolgimento delle nuove generazioni.
«La Valtellina ha dimostrato di poter stare al centro della scena internazionale senza perdere la propria autenticità. E proprio questa autenticità oggi rappresenta il nostro valore più grande», ha concluso Cerasa.
Il convegno ha così confermato una linea condivisa: il futuro della montagna passa dalla capacità di fare sistema. Le Olimpiadi hanno acceso un riflettore sulla Valtellina, ma ora la sfida è fare in modo che quella luce continui a illuminare il territorio anche negli anni a venire.
Per Coldiretti, la road map del dopo Giochi parte dalla filiera, dal reddito delle imprese agricole, dalla tutela del territorio e dalla capacità di trasformare il cibo in esperienza, identità e sviluppo.