BORMIO – Il Parco Nazionale dello Stelvio, settore lombardo, ha diffuso un nuovo aggiornamento sulla presenza dei grandi carnivori, nell’ambito di una rubrica pensata per informare cittadini, residenti e frequentatori della montagna sull’evoluzione delle popolazioni di fauna selvatica. Al centro del monitoraggio ci sono in particolare i lupi, tornati stabilmente sulle Alpi centrali negli ultimi anni, e l’orso, che nell’area continua invece a comparire soltanto in modo sporadico.
Tre branchi nel territorio lombardo
Secondo i dati più recenti, almeno tre branchi di lupo utilizzano, in tutto o in parte, il territorio del Parco Nazionale dello Stelvio sul versante lombardo.
Il più “storico” è il branco del Tonale, presente dal 2019, che oggi conta almeno cinque individui. A questo si aggiunge il branco della Val Grande–Val di Rezzalo, comparso nel 2023 e attualmente composto da non meno di dieci esemplari. Più recente, ma già protagonista di un’importante fase di crescita, è infine il branco della Reit, anch’esso segnalato dal 2023 e che ha registrato la prima riproduzione nel 2025, arrivando oggi a circa sei individui.
Numeri che fotografano una presenza consolidata, frutto di un ritorno naturale della specie e di un attento lavoro di monitoraggio condotto dagli operatori del Parco attraverso fototrappole, rilievi sul campo e analisi genetiche.
Giovani in dispersione e branchi dinamici
Il periodo invernale rappresenta una fase delicata e particolarmente interessante dal punto di vista biologico. I branchi, spiegano i tecnici del Parco, sono attualmente composti sia da adulti sia dai giovani nati nella tarda primavera dello scorso anno, che hanno ormai raggiunto dimensioni simili a quelle degli esemplari maturi.
Con l’arrivo del freddo e la pressione sulle risorse alimentari, alcuni di questi giovani possono però allontanarsi dal gruppo di origine per cercare nuovi territori. Si tratta di un comportamento naturale, noto come dispersione, che contribuisce all’espansione della specie ma che può anche determinare una temporanea diminuzione del numero di lupi osservabili in una determinata area.
Il Parco invita inoltre alla prudenza nell’interpretare immagini e video diffusi sui social o raccolti dalle fototrappole: non sempre il numero di animali visibili coincide con quello reale del branco, perché i lupi non si muovono costantemente tutti insieme né attraversano le stesse zone nello stesso momento.
Nessuna presenza stabile di orsi
Diversa la situazione per quanto riguarda l’orso. Nel settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio non risultano nuclei stabili di plantigradi. Le segnalazioni raccolte negli ultimi anni, comprese quelle più recenti, sono attribuibili a orsi in dispersione, cioè esemplari che si spostano su lunghe distanze alla ricerca di nuovi territori senza stabilirsi in modo permanente.
Un dato che conferma come, almeno per ora, la presenza dell’orso nell’area resti occasionale e transitoria, pur rientrando in un quadro più ampio di ricolonizzazione delle Alpi da parte della specie.
Informare per convivere
Con questa rubrica periodica, il Parco Nazionale dello Stelvio ribadisce l’importanza di una comunicazione chiara e trasparente sul tema dei grandi carnivori, fondamentale per favorire una convivenza consapevole tra uomo e fauna selvatica. La diffusione di dati aggiornati, accompagnata da spiegazioni scientifiche sui comportamenti degli animali, rappresenta uno strumento prezioso per ridurre timori infondati, prevenire conflitti e promuovere buone pratiche tra allevatori, escursionisti e residenti.
In un territorio alpino complesso e ricco di biodiversità come quello dello Stelvio, il monitoraggio continuo e la corretta informazione restano dunque elementi chiave per gestire il ritorno di specie simbolo come il lupo e seguire con attenzione i movimenti, ancora sporadici, dell’orso.